Milanese, Voto segreto: il giallo delle palline

Roma, 29 settembre 2010, Montecitorio: discorso del presidente Silvio Berlusconi.

Una querelle sulle modalita’ con cui debba svolgersi il voto segreto sul caso di Marco Milanese accende il dibattito durante la capigruppo della Camera. La richiesta dei cinquanta deputati tra Idv, Pd e Fli, sullo scrutinio non palese e’ stata infatti formalizzata, ma il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ricorda il precedente dell’esame del caso di Alfonso Papa, quando i deputati di Pd-Idv (e anche alcuni leghisti)resero nei fatti nota la loro scelta fotografando il dito indice della mano sinistra che premeva il bottone per il si’ all’arresto. Ai cronisti il capogruppo di maggioranza spiega: "Vista la stupefacente modifica di orientamento da parte dei gruppi di opposizione, che sul caso Papa non volevano il voto segreto, abbiamo chiesto alla presidenza che adesso venga garantita la votazione segreta e che non si ripeta la scena del voto teleguidato con le indicazioni di Franceschini su come dovesse collocarsi il dito dei parlamentari Pd". Per questo, continua Cicchitto, "abbiamo chiesto che si utilizzasse il sistema delle palline introdotto da Scalfaro. Su questo c’e’ stato un dibattito e un orientamento diverso di Fini che noi non condividiamo. Ora speriamo che il capogruppo Pd, che ha chiesto il voto segreto, non dia indicazioni diverse in aula".

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante la capigruppo, ha spiegato che, secondo le disposizioni dell’articolo 55 del regolamento, la votazione per scrutinio segreto avviene normalmente per procedimento elettronico e che il ricorso alle urne, in cui inserire le palline (una bianca e una nera), avviene solo se il meccanismo presenta dei difetti. In pratica, solo se i ‘bottoni’ si inceppano.

Se dunque si facesse ricorso alle palline, ha chiarito il presidente della Camera, "si violerebbe il Regolamento". "E’ diritto di ciascun deputato avere garantita la liberta’ e la segretezza del voto", ha sottolineato Fini, ma "nessun marchingegno puo’ impedire ai deputati di rendere pubblico il proprio voto". Anzi, ha ricordato, "il Regolamento prevede una pubblica dichiarazione di voto anche in caso di scrutinio segreto".

Detto questo, ha aggiunto, "faccio appello al senso di responsabilita’ di ciascun deputato e rappresentante di gruppo per far si’ che i comportamenti materiali siano tali da rendere efficaci le garanzie sulla segretezza del voto".

Critico Cicchitto: "Avevamo chiesto che fosse realmente garantita la segretezza del voto con il ricorso alle palline", ha riferito, "dopo la stupefacente modifica di orientamento dei gruppi che avevano contestato lo scrutinio segreto su Papa. Vogliamo che sia assicurata la segretezza e non si ripeta una votazione teleguidata dalle indicazioni di Franceschini su come collocare il dito nel dispositivo". Tuttavia, "Fini ha avuto un orientamento diverso che non abbiamo condiviso", ha concluso Cicchitto.

Per Franceschini, si tratta di una polemica senza fondamento. "L’altra volta fu una scelta volontaria dei deputati del Pd per tutelarsi dopo che da giorni venivano sospettati di votare contro l’arresto", ha sottolineato. Comunque, ha aggiunto, "non daro’ nessuna indicazione ne’ in Aula ne’ al gruppo sulle modalita’ di voto, mentre e’ chiaro che voteremo per l’arresto".

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