Milan, la rabbia dei tifosi è comprensibile. Tuttavia… – di Antonio Gabriele Fucilone

Oggi vorrei parlare un po’ del Milan (tenendo conto anche del fatto che io ne sia tifoso), visto quanto sta accadendo dopo le cessioni di Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic al Paris Saint Germain e la rabbia dei tifosi che è culminata con una class action da parte del CODACONS contro la società di Via Turati. Ritengo che i tifosi abbiano ragione ad essere delusi ed arrabbiati. Ogni domenica, loro seguono la squadra in casa e in trasferta (facendo tanti chilometri), pagano gli abbonamenti alla società come alle varie televisioni per vedersi le partite. Quindi, i tifosi meritano rispetto. Bene ha fatto il Milan a rimborsare gli abbonamenti. Tuttavia, non posso non comprendere le ragioni della società. In un momento di crisi come questo, i bilanci vanno tenuti in ordine e bisogna fare anche dei sacrifici. Il Milan ha sacrificato due dei suoi giocatori più importanti per avere tanti soldi con cui ripianare i debiti che ha in pancia. Il problema sarà mantenere la competitività. Qui, infatti, rischia di crearsi un circolo vizioso. I soldi si fanno anche in base alle vittorie. Se una squadra non ha una rosa competitiva rischia di non vincere nulla. Quindi, il Milan dovrà stare bene attento a non depauperare la sua rosa, cedendo i suoi giocatori migliori e non acquistandone altri.

Con una rosa non competitiva, il Milan rischia di non vincere nulla e se non vince nulla anche le entrate saranno destinate a calare. Questo potrebbe portare il Milan a situazioni economiche spiacevoli. D’altra parte, però, noi non possiamo invidiare i nostri cugini spagnoli che vincono sempre. In Spagna, infatti, i club più importanti (come Real Madrid e Barcellona) sono stati finanziati dalla banche. Oggi, queste ultime si sono indebitate, aggravando la crisi economica che sta massacrando il Paese iberico. Forse, prima di giudicare certe mosse delle nostre società di calcio, bisogna valutare il contesto. Oggi noi stiamo peggio ma domani potrebbe essere un altro giorno.

NESSUN COMMENTO

Comments