Migranti? Sono clandestini – di Simona Aiuti

Nelle ultime ventiquattro ore circa, il pattugliatore Cigala Fulgosi e la fregata Grecale della Marina Militare hanno portato a termine almeno cinque interventi di soccorso nel Mediterraneo meridionale traendo in salvo 561 migranti. Eppure c’è qualcosa che non torna in queste notizie date così, come caramelle. Perché gli italiani vanno a “prendere” i clandestini appena s’imbarcano? Semplice, appena partono lanciano l’S.O.S.

La marina militare a quanto pare non trae in salvo poveri mendicanti, profughi, anziani, malati, ma giovani uomini di sana e robusta costituzione che non fuggono dalle guerre, ma tentano semplicemente di raggiungere un paese, il nostro, su cui hanno precise e utili informazioni. Attraverso i social, parenti già approdati da noi con cui sono in comunicazione con il famigerato e tanto desiderato wi-fi, sanno che saranno ripescati facilmente, sfamati e ben alloggiati; quindi perché non partire?

Perché partono donne incinte? Semplice, sanno che qualcuno si prenderà cura dei loro figli e fino ai diciotto anni nessuno li caccerà. E le giovani donne italiane che non possono fare figli perché lo stato non le aiuta? A quelle chi ci pensa? Il governo del Senegal?

Siamo nell’ordine delle migliaia di uomini, tanti, troppi che non solo non hanno diritto, ma vanno a creare tensione fra cittadini che sono esausti. Moltissimi arrivano da paesi poveri, è vero, ma come possiamo pensare di investire così tante risorse verso chi è clandestino, quando il nostro paese è a pezzi sotto così tanti punti di vista? Come possiamo curare questa gente se i nostri ospedali non riescono a smaltire il lavoro già ordinario?

Abbiamo anziani ridotti alla fame, ponti che crollano, strade ridotte a buchi, emergenze di ogni tipo e invece di utilizzare le risorse per chi ha costruito e difeso questo paese, le usiamo per chi è clandestino? Sono ben pochi coloro che fuggono dalla guerra e tanti come è stato dimostrato usano il nostro paese come base per altri scopi poco leciti. Talvolta vengono fermati degli scafisti, ben presto rimpiazzati.

Il flusso di clandestini che dalla Libia giunge in Italia nell’ultimo periodo ha avuto un incremento, gli sbarchi si sono verificati quasi ogni giorno e le strutture sono ormai al collasso, e noi cosa facciamo? Andiamo a prenderli sulle coste libiche, ha un senso tutto questo? E i paesi ricchi dell’Africa perché non fanno sentire la loro voce?

Le strutture in Italia sono ormai satolle e la mancata collaborazione di alcune regioni e delle altre Nazioni europee non favorisce la distribuzione degli immigrati sul territorio ed è una beffa. L’arrivo di nuovi sbarchi a rullo continuo fa storcere il naso a molti italiani per via delle strutture di contenimento che sono a pezzi; gli stessi immigrati si ribellano ciclicamente, spesso si rifiutano di declinare le generalità o di stare in alberghi che magari non hanno la piscina (sigh). Non vogliono stare in luoghi promiscui, e hanno da ridire sul cibo e sempre sul wi-fi.

L’onda rischia di travolgerci, e la ormai esigua rete dei centri d’accoglienza non reggerà a lungo. Servono caserme e tendopoli e un solido piano nazionale anticrisi, ma basterà? Al Viminale gira un numero che fa paura: 270mila uomini, poche donne. Tanti potrebbero essere i migranti pronti ad approdare sulle coste italiane nel 2016 e il governo non sa escogitare il modo di fermarli. I primi mesi dell’anno segnano già un record: 80% di arrivi in più rispetto al 2015. Ebbene, Mattarella che dovrebbe vegliare su di noi perché non fa sentire la sua voce? Perché non convoca Renzi? Perché infine non si decide a sciogliere le camere di un governo che non ha più ragion d’essere? Gli italiani attendono delle risposte.

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