Michelangelo Galeati a ItaliaChiamaItalia, ‘la nostra lingua vive nel mondo grazie all’opera’

Michelangelo Galeati racconta la Traviata di Giuseppe Verdi. Questa frase riassume l’idea brillante che il Maestro ha avuto di portare l’Opera Lirica alla portata di tutti e soprattutto dei giovani che saranno i protagonisti del domani.

Galeati, violoncellista imolese, da tempo si occupa del grande patrimonio italiano riconosciuto in tutto il mondo e poco valorizzato nella patria natia: l’opera lirica in tutte le sue sfaccettature. Chi sono i personaggi, qual è la loro storia, chi è il compositore, qual è il momento storico. Il tutto fatto con la passione e la semplicità di un grande, come solo lui può fare.

Con il progetto “Verdi e Napoli”, in una collaborazione tra l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania e il Direttore del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, Elsa Evangelista, Galeati è stato protagonista di vari eventi di successo appena conclusi ed è in procinto dell’attesissimo appuntamento serale a Forio d’Ischia il 17 giugno.

La tua idea mi affascina da tempo e continui a riscontrare un elevato gradimento dal pubblico. Come nasce la necessità di far conoscere ai più l’Opera Lirica?

“E’ sufficiente andare in qualsiasi teatro, come ad esempio l’Opera di Roma, per vedere come tra gli spettatori spicchi la fascia senior. In Italia l’Opera Lirica è ancora concepita per il pubblico degli anta, perchè manca la conoscenza tra i giovani che sono sottoposti ad un altro genere di musica. Proprio per avere libertà di scelta necessita conoscere. Concordo sull’ascoltare le canzoni del momento, ma avere la consapevolezza che esistono oltre al genere pop anche il jazz e la lirica credo sia un dovere di ogni genitore nei confronti del proprio figlio. Ogni individuo conoscendo farà le sue scelte”.

Sei stato parte fondamentale del progetto “Verdi e Napoli” che ha coinvolto molto i giovanissimi. Un tuo parere?

“Sono molto soddisfatto. Gli spettacoli fatti hanno avuto un successo insperabile. Erano presenti 400 giovani alla Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Tutti hanno visitato la mostra di Verdi, che testimonia il soggiorno del grande compositore nella città Partenopea. Hanno assistito alla spiegazione delle aire più famose e insieme abbiamo capito chi era Violetta (protagonista de la Traviata). Molti giovani ritengono l’Opera espressione di tempi passati con linguaggi ottocenteschi, ma non sanno che i temi e i sentimenti sono attuali e toccanti, ancora oggi. Parte della grandezza sta proprio nella contemporaneità delle tematiche che dopo secoli si innescano perfettamente nell’attuale tessuto sociale”.

Proprio in Traviata ci sono aspetti attualissimi: concordi?

“Certo! Non tutti sanno chi è Violetta. Una prostituta di alto livello che proviene da una famiglia povera con padre alcolizzato e violento che a soli 9 anni conosce la filosofia dell’epoca, impara a leggere e a scrivere. Da persona che vive ai margini della società diventa parte dell’alta borghesia dell’epoca. Tra i suoi amanti si annoverano Dumas figlio e List, tra i massimi esponenti dell’altolocata società francese dell’800. Mentre i più conoscono sola la parte di Violetta che a soli 23 anni muore di tubercolosi. Nonostante il vero amore che prova per Alfredo, non lo sposa su richiesta del futuro suocero che la implora di lasciare libero il proprio figlio per non gettarlo nella vergogna e rovinargli un brillante futuro nell’alta società di cui è parte integrante”.

Qual è stata la risposta dei giovani presenti?

“Entusiasmante! Una professoressa mi ha confidato che nemmeno quando hanno presenziato al Teatro San Carlo di Napoli nella messa in opera de la Traviata, gli alunni sono stati folgorati come in quest’occasione al Conservatorio San Pietro a Majella”.

Il 17 giugno ci sarà un attesissimo evento di questo genere nella bellissima Ischia. Cosa farai?

“Insieme ai ragazzi del Conservatorio e ai lirici rifaremo Traviata spiegando arie, musica e ruoli dell’Opera di Verdi, ma per gli adulti. Anche questo tipo di pubblico spesso non va all’Opera perchè non la conosce o magari ci va ma senza capire in profondità cosa va a vedere. La scelta di Violetta, tra i soprani del Conservatorio, non è stata facile, perchè per interpretare tale ruolo necessitano doti vocali di cui non tutti i soprani sono dotati”.

Il Governo Renzi sostiene di sovvenzionare la Cultura e nello specifico l’Opera Lirica. Ci credi?

“Qualsiasi iniziativa è benvenuta, anche se ci credo poco. Tutti i governi passati che fossero di destra o di sinistra hanno sempre tagliato i fondi per la Cultura. Un patrimonio inestimabile che l’Italia vanta, dai musei alla lirica. Se la lingua italiana è ancora viva nel mondo lo si deve solo alle Opere Liriche. Altrimenti fuori dalla nostra Patria se non parli almeno inglese non sei nessuno. Sono stato in Lituania per lavoro, dove si parla una lingua baltica che non ha nessuna affinità con la nostra lingua latina, e anche lì ho trovato chi, conoscendo il belcanto italiano, parlava un po’ della nostra lingua. Gli stranieri che vengono nel nostro Paese si aspettano nel pacchetto turistico di assistere anche a un’Opera e spesso non avviene”.

Hai portato l’Opera Lirica anche in Sudamerica e in Oriente. Quali ricordi conservi?

“Emozionanti. Un saluto a  tutti i colombiani! A Bogotà mi sono trovato benissimo e rammento il calore che mi hanno espresso. Spero di ritornare presto in Colombia e vorrei lavorare in Argentina e in altri Paesi di questa parte del mondo così affascinante. L’America Latina comprende e conosce molto bene il patrimonio lirico italiano. Anche in Cina è stata una bellissima esperienza. Non c’era evento lirico dove al termine non ci fosse la richiesta dell’aria famosissima di Turandot di Puccini ‘nessun dorma’  e tutti i cinesi partecipanti conoscevano bene le parole”.

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