Meteo, a luglio arriva Caronte 2 la vendetta: Mediterraneo bollente

Atteso El Nino tra luglio e settembre. Le conseguenze sono uno stravolgimento climatico con alluvioni sul Sudamerica e siccita’ in Australia e Indonesia. Ad annunciare l’arrivo de El Nino l’ultimo bollettino reso noto a Ginevra dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm) secondo il quale c’e’ la possibilita’ che il fenomeno climatico si sviluppi nel periodo tra luglio e settembre prossimi. L’ intensita’ dell’eventuale fenomeno, dice l’Omm, e’ al momento incerta.

Un fuori stagione visto che il fenomeno caratterizzato da temperature oceaniche insolitamente calde nel Pacifico tropicale centro-orientale di solito e’ tipico del periodo natalizio, da qui, spiega il climatologo dell’Enea, Vincenzo Ferrara, il nome ‘El Nino, il bambinello’.

Intanto alle nostre latitudini, l’Italia si prepara a un’altra ondata di calore: da fine mese giungera’ Caronte, il secondo e piu’ robusto, esteso e duraturo anticiclone sub-tropicale che soffiera’ per 10 giorni consecutivi aria molto calda dall’ entroterra algerino verso tutta l’Italia. In vista anche violenti temporali con le maxi grandinate che interesseranno l’arco alpino e marginalmente le pianure del Nord, specie tra Domenica e Lunedi’. Bollente anche il Mediterraneo, con le acque superficiali oltre la media anche di 3-4 gradi.

Tornando al clima globale e all’imminente arrivo de El Nino, le informazioni sul fenomeno, come quelle su La Nina, che si verifica con la situazione opposta, caratterizzata da temperature dell’oceano insolitamente basse, sono utili per i responsabili politici e pianificatori in settori quali la prevenzione delle catastrofi, gestione delle risorse idriche, l’ agricoltura e la salute, sottolinea l’Omm. Entrambi le anomalie climatiche provocano significativi cambiamenti della circolazione atmosferica e delle precipitazioni in diverse regioni.

‘Normalmente il fenomeno e’ tipico del periodo natalizio, da qui El Nino, il bambinello – dice Ferrara – quando fa caldo nell’emisfero sud’. L’arrivo del Nino ‘con acqua piu’ calda nel Pacifico centro-orientale e una maggiore evaporazione oceanica provoca – spiega l’esperto – aria calda umida in risalita sul Sudamerica con alluvioni in Peru’, Ecuador e fino al Brasile mentre in Indonesia e Australia causa siccità’. ‘In genere El Nino arriva a Natale e dura minimo sei mesi. Nel ’98 e’ durato due anni. Poi c’e’ stato El Nino del 2002 tra quelli che si ricordano per gli effetti come i tifoni distruttivi sulle Samoa e altri atolli vicini’. ‘Secondo il bollettino dell’Omm sembra che El Nino prossimo non avviene nella stagione giusta e dura poco’. A livello di previsioni, conclude Ferrara, ‘i modelli usati si basano su dati oceanici e possono dare indicazioni con sei mesi di anticipo perche’ il Pacifico, rispetto all’Atlantico, acquista calore lentamente’.

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