Merlo (MAIE) arriva nella RD, ‘assurda la chiusura dell’Ambasciata a Santo Domingo’ (VIDEO)

Sen. Ricardo Merlo

Gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana sono ormai da oltre un anno e mezzo senza ambasciata d’Italia. Da quando è stata chiusa la sede diplomatica tricolore a Santo Domingo, i nostri connazionali si sentono più soli e meno sicuri.

L’On. Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, è stato il primo a presentare a Roma interrogazioni parlamentari sul caso dell’ambasciata. E ora sarà il primo degli eletti all’estero a rendersi conto di persona di quale sia la situazione dopo la chiusura dell’ambasciata.

L’On. Merlo infatti visiterà la comunità italiana della Repubblica Dominicana la prossima settimana. Sarà una visita breve, ma molto intensa. Il presidente del MAIE così potrà ascoltare con le proprie orecchie le lamentele degli italiani, le difficoltà a cui devono andare incontro per avere i servizi consolari a cui hanno diritto; potrà vedere con i propri occhi quale sia la fotografia attuale di una comunità abbandonata a se stessa.

Ricordiamo che il MAIE della Repubblica Dominicana è stato l’unico a organizzare una manifestazione davanti all’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, per urlare la protesta dei connazionali contro la chiusura della sede diplomatica. Nel video in questa pagina alcuni minuti dell’evento.

Il deputato italo-argentino arriverà a Santo Domingo il giorno martedì 19 aprile, per una tre giorni fitta di incontri istituzionali e politici. Tra gli appuntamenti in agenda, l’incontro con i consiglieri del Comites, quello con i coordinatori locali del MAIE, quello con esponenti politici locali e con i vertici di Casa d’Italia. Prevista anche una conferenza alla fondazione dell’ex presidente della Repubblica Leonel Fernandez, e un punto stampa nella sede del Diario Libre.

Ulteriori dettagli della visita di Merlo nella RD verranno dati nelle prossime ore.

“La chiusura dell’Ambasciata Italiana a Santo Domingo è assurda”, afferma Merlo in vista del suo viaggio istituzionale. “Si chiude una ambasciata di fondamentale importanza mentre se ne aprono altre che non riusciamo a capire quale ruolo fondamentale possano svolgere. Nella RD sono residenti quasi 10mila italiani, tutti iscritti all’Aire, ma la presenza italiana sul posto può contare fino a 50mila connazionali. 150mila turisti italiani ogni anno dall’Italia visitano la RD. Sono oltre 400 le imprese italiane registrare alla Camera di Commercio. Numeri che da soli dovrebbe fare capire a tutti l’importanza di avere un presidio diplomatico di primo livello a Santo Domingo. Eppure l’Italia è lontana, lascia la Repubblica Dominicana mentre il Paese continua a crescere e ha un tasso di sviluppo che fa invidia a importanti nazioni dell’America Latina. Ho deciso di recarmi a Santo Domingo per dimostrare al mondo intero e a Roma – conclude Merlo – che il MAIE c’è, che noi non abbandoniamo i nostri connazionali ma anzi siamo a loro vicini, ovunque essi si trovino”.

L’INTERROGAZIONE Nelle scorse ore il MAIE ha depositato una ulteriore interrogazione al ministro degli Esteri Gentiloni sulla situazione che riguarda i connazionali residenti nella RD. Eccola qui di seguito:

Al Ministro degli Affari Esteri

per sapere, premesso che:

– La chiusura dell’Ambasciata Italiana di Santo Domingo, è stata realizzata con una scarna comunicazione nella quale si  è deciso che  tutta la struttura  svanisse  e venisse  affidata  all’Ambasciata di Panama, che deve  garantire  anche i servizi consolari per altri paesi di secondario accreditamento, come Haiti, Antigua e Barbuda, Saint Kitts e Nevis ,
– È stato pertanto triplicato il lavoro dell’Ambasciata di Panama, inoltre , le modalità per accedervi, oltre che alle difficoltà economiche del viaggio ,rendono la burocrazia di una semplice domanda  una montagna invalicabile ,con costi insostenibili per la popolazione ivi residente;
– la Sede dell’Ambasciata della Repubblica Domenica ha sempre avuto una notevole rilevanza,   in quanto  è stata il riferimento per una numerosa comunità italiana;
– La soppressione di una delle più rilevanti sedi consolari dell’America Centrale a differenza di quelle dei paesi come il Nicaragua(ove risiedono 927 italiani ) o  di quella del El Salvador (1879 italiani residenti), piccoli territori  per numero di abitanti e per esigenze burocratiche risulta essere una valutazione organizzativa  poco funzionale  ,in quanto riguarda  un territorio ove sono presenti 150.000 cittadini tra italiani residenti e turisti che visitano questo paese.
– Tale disposizione inoltre pare  apporsi in palese violazione del criterio dell’invarianza dei servizi, indicato nel decreto-legge n.95 del 2012 sulla spending  review, di cui vorrebbe costituire attuazione; infatti la sede che la sostituisce si trova a 1509 chilometri ed è raggiungibile solo in aereo e con alti costi,  e pertanto appare illogica ed incoerente con le stesse finalità indicate all’interno del Decreto Presidenziale che la contiene.

SI CHIEDE

– Se il Ministro interrogato intenda adottare le opportune iniziative per riaprire l’Ambasciata italiana a Santo Domingo, vista  l’importanza  della  sopracitata sede e in considerazione della sentenza con cui il Tar del Lazio ,  a giugno 2015 , ha annullato il decreto che ha soppresso la sede diplomatica tricolore nella Repubblica Dominicana;-

on. Ricardo Merlo
on. Mario Borghese