Merkel e Sarkozy ridono: non ti curar di loro – di Alessandro Gallucci

Non sembrano placarsi le polemiche interne seguite al risolino della cancelleria tedesca Merkel e del presidente francese Sarkozy che hanno cosi’ esternato le loro perplessita’ sulla capacita’ del nostro governo di mantenere la parola sugli impegni presi. L’ennesimo motivo di litigio della nostra partitocrazia. Da un lato chi, per amor patrio, difende il governo Berlusconi perche’ ridere della sua parola e’ un’offesa al sentimento nazionale. Dall’altro chi afferma che il sentimento nazionale e’ stato offeso da quello stesso governo oggi deriso, quasi a voler dire “chi e’ causa del suo mal…”. C’e’ poco da dire: chiunque rida per un impegno altrui quasi fossero promesse da marinaio sbaglia a farlo. Se una persona e’ stata bugiarda vuol dire che lo sara’ anche in futuro? Non per forza. Noi non siamo ne guelfi ne’ ghibellini. Noi rispetto all’amor pario la pensiamo come Shopenhauer,  secondo cui "ogni miserabile babbeo, che non abbia al mondo nulla di cui poter essere orgoglioso, si appiglia all’ultima risorsa per esserlo, cioe’ alla nazione cui appartiene: in tal modo egli si rinfranca ed e’ ora pieno di gratitudine e pronto a difendere con le unghie e con i denti tutti i difetti e tutte le stoltezze caratteristiche di quella nazione”. Da cittadini vorremmo essere orgogliosi dei diritti che lo stato riconosce e garantisce e degli impegni che prende e mantiene per farlo. Dello spirito nazionale c’interessa ben poco.

Alessandro Gallucci, legale Aduc*
*Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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