Meredith, Sollecito: ora basta chiamarmi assassino

Raffaele Sollecito arriva al tribunale di Firenze per assistere all'udienza del processo d'appello bis per l'omicidio di Meredith Kercher a Firenze, 20 gennaio 2014. ANSA/MAURIZIO DEGL' INNOCENTI

"Mi sento come un sequestrato che dopo sette anni e cinque mesi può tornare alla propria libertà. Ora voglio tornare a vivere e dimenticare tutte le cose brutte che mi sono capitate". Queste le parole di Raffaele Sollecito che oggi, in conferenza stampa dal centro congressi Cavour di Roma, ha voluto commentare la sentenza di assoluzione della Cassazione, per lui e per Amanda Knox, che ha messo la parola fine al processo per l’omicidio di Meredith Kercher.

Accompagnato dai propri avvocati e dal padre Francesco, il 29enne di Bari ha parlato ai giornalisti, raccontando le "ferite" di una storia dolorosa, nella quale, però, sono ancora tante le domande senza risposta. "Non posso dirvi che il dolore sia alle spalle, perché sono passati pochissimi giorni. Dopo sette anni e cinque mesi, pochi giorni non bastano. Non so se la giustizia abbia funzionato – ha dichiarato Sollecito – ed è inutile che me lo chiediate perché non sono un addetto ai lavori. Se guardo all’esito finale, posso dire di sì; se ripenso a tutto quello che ho passato, ho però grandi difficoltà a dirlo".

"In questi ultimi giorni ho constatato quanto si sia parlato del processo sui media – ha continuato Sollecito, riferendosi alle numerose ricostruzioni dei fatti avvenuti a Perugia nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 2007 – Tutti sono liberi di parlarne come vogliono, ma apprezzerei che tutti si attenessero ai fatti, d’ora in poi. Ci tengo a puntualizzare in maniera decisiva e consigliare la massima cautela nel racconto della vicenda giudiziaria, poiché da questo momento in poi non accetterò più di essere chiamato assassino o anche solamente sospettato, e sarò pronto a tutelare la mia dignità nelle sedi opportune".

Inevitabile il passaggio su Amanda Knox, ormai sua ex fidanzata, tornata a Seattle nel 2013 dopo quattro anni di carcere. "Ho sentito Amanda – ha rivelato – e ci siamo fatti gli auguri. Siamo entrambi molto felici, anche lei ha festeggiato con la propria famiglia. E’ stata una breve conversazione che si è chiusa con l’augurio per un nuovo futuro. Non ho in programma di vederla. Il rapporto tra noi è rimasto una amicizia, come tante altre. Tutta questa vicenda ha creato un alone cupo su questa relazione, ma nulla di ciò che è stato detto è vero. Il nostro è stato un semplice affetto tra due ragazzi poco più che adolescenti". 

NESSUN COMMENTO

Comments