Menia (CTIM): Mogherini, tra Ucraina e Russia, trovi tempo per i nostri marò

Non amo le confusioni – ebbe a scrivere Benedetto Croce – e quella tra chi capisce e chi non capisce è la più grave di tutte. Il caso dei Marò italiani in India, aggravato dal malore accorso a Massimiliano Latorre, è giunto ad un punto di non ritorno. Un Paese civile non può lasciare che una situazione, politica, diplomatica e giudiziaria ormai fuori controllo, permanga, gravosa e umiliante, solo sulle spalle dei due fucilieri italiani. Non si vede cenno di tempi e modi del procedimento, le cancellerie europee sono distratte dal caso ucraino, l’Italia è tutta concentrata sulle nomine europee e sugli annunci economici. E dei Marò chi se ne occupa?

“Mi auguro che il neo alto commissario europeo agli affari esteri, Federica Mogherini – osserva il Segretario Generale del Ctim, Roberto Menia – riesca a trovare il tempo anche per affrontare e risolvere il nodo dei Marò italiani. Dell’intera vicenda spaventa da un lato il pressapochismo con cui è stata gestita da Roma e dall’altro la mancanza di un seppur minimo coinvolgimento delle istituzioni europee. Oggi, a seguito dell’incresciosa notizia del malore accorso a Latorre, l’auspicio di tutti gli italiani è che Federica Mogherini si distingua anche per piglio risolutivo e per un decisionismo che, a questo punto del caso Marò, non può più essere un’opzione secondaria”.