Meglio un’osteria romana che un invito a una tavola snob

Vorrei istituire il premio “stelle romane”, a confronto con le celebri “stelle Michelin” che impreziosiscono alcuni ristoranti (dove una sola cosa è certa, il conto vi costerà un occhio)

“Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”. (Virginia Woolf)

“Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare”. (George Bernard Shaw)

“Non riesco a sopportare quelli che non prendono seriamente il cibo”. (Oscar Wilde)

“Nessuno può essere saggio a stomaco vuoto”. (George Eliot)

STELLE ROMANE CONTRO LE MICHELIN

Penso che sia preferibile un bel pranzetto in un’osteria romana piuttosto che un invito in una tavola snob, all’insegna di un’efferata dieta. Che ne dite? Per quanto mi riguarda non ho dubbi, anzi vorrei istituire il premio “stelle romane”, a confronto con le celebri “stelle Michelin” che impreziosiscono alcuni ristoranti (dove una sola cosa è certa, il conto vi costerà un occhio).

VIVA LE OSTERIE DI TUTTA ITALIA

La mia celebrazione di oggi non riguarda solo le osterie di Roma, ci mancherebbe! In tutta Italia ci sono posticini meravigliosi: l’unico problema è distinguere le osteriacce zozze e volgari da quelle pulite e gentili, dove l’oste prepara deliziosi piattini, di rigorosa tradizione popolaresca, a un prezzo eccellente.

AGNELLI INVITO’ BERLUSCONI E DELL’UTRI

Comunque, scherziamo un po’? La leggenda dice (ma probabilmente è una storia vera) che una sera Gianni Agnelli invitò a cena Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri.

UNA FOGLIA DI LATTUGA E UN’OVOLINA

E l’Avvocato inflisse loro il suo menu preferito: una foglia di lattuga, una striminzita ovolina di mozzarella… Berlusconi non era ancora Berlusconi, sicché Silvio e Marcello non osarono fiatare, per educazione e rispetto. Quando riuscirono a congedarsi, si avventarono in una pizzeria, per placare gli impulsi della fame.

E MARISELA FEDERICI?

Vi confido anche una esperienza personale. Per ricambiare gli inviti di Marisela Federici – dove, a differenza di casa Agnelli, le vivande sono buone e abbondanti – ho proposto alla gentile signora di tenermi compagnia, in una delle mie osterie preferite, per gustare con me una pasta cacio e pepe o una verace amatriciana.

PASSANO GLI ANNI, MA…

Marisela ha accettato con apparente e gratificante entusiasmo, come sanno fare solo le regine della mondanità. Ma pensate che sia venuta, in osteria con me? Mai. E sono passati molti anni.