Medio Oriente, Netanyahu: Abu Mazen scelga fra Hamas e Israele

BETLEMME, 27/11/2008 Palestinian President Mahmoud Abbas addresses the media during a joint press conference with the Italian President Giorgio Napolitano, PHOTO HAYTHAM OTHMAN/MAANIMAGES/INFOPHOTO

Il presidente palestinese Abu Mazen deve scegliere fra la riconciliazione con Hamas e il "cammino della pace" con Israele. E’ quanto ha ribadito oggi il Primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, commentando l’accordo concluso oggi a Doha fra Fatah e Hamas secondo cui il presidente dell’Anp guiderà un governo di unità palestinese fino allo svolgimento delle elezioni.

"Se Abu Mazen applica ciò che è stato firmato a Doha, sceglierà di abbandonare il cammino della pace per Hamas", ha dichiarato Netanyahu, citato da un comunicato del suo ufficio, dopo la firma in Qatar di una dichiarazione congiunta da Abu Mazen e dal capo di Hamas, Khaled Meshaal, per dare applicazione al loro accordo di riconciliazione.

"O si fa pace con Hamas, o si fa pace con Israele, non potete farle entrambe", ha lanciato Netanyahu all’indirizzo di Abu Mazen, nel corso di una riunione con i ministri del suo partito, il Likud. "Hamas non ha accettato le richieste minime della comunità internazionale e, non solo non riconosce Israele e gli accordi firmati, ma non rinuncia al terrorismo", ha affermato ancora il premier dello Stato ebraico.

La comunità internazionale boicotta Hamas, vincitore delle ultime elezioni palestinesi nel 2006 e chiede per trattare con il movimento islamico che riconosca Israele e gli accordi firmati e rinunci a tutte le forme di violenza.

"La dichiarazione di Doha" firmata oggi prevede che Abu Mazen assuma la guida del "governo di intesa nazionale formato da tecnocrati indipendenti per facilitare lo svolgimento delle elezioni presidenziali e legislative e avviare la ricostruzione della Striscia di Gaza", previsto dall’accordo di riconciliazione palestinese. I negoziati di pace israelo-palestinesi sono sospesi dal settembre 2010, dopo una breve riprese. Una serie di cinque "incontri esploratori" in Giordania per esaminarne le prospettive di rilancio è terminata il 25 gennaio senza risultati tangibili.

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