Medio Oriente, Gaza: Hamas annuncia tregua, ma Israele frena

Explosion and smoke rise following an Israeli strike in Gaza City, Saturday, Nov. 17, 2012. Israel bombarded the Hamas-ruled Gaza Strip with more than 180 airstrikes early Saturday, the military said. The new attacks followed an unprecedented rocket strike aimed at the contested holy city of Jerusalem that raised the stakes in Israel's violent confrontation with Palestinian militants. (AP Photo/Hatem Moussa)

La tregua a Gaza potrebbe essere questione di ore. Ma l’annuncio e’ ancora appeso a una ridda di voci e di mezze smentite. Nel pomeriggio l’Egitto e Hamas hanno annunciato l’accordo per la mezzanotte. Ma Israele frena, e fa sapere che sta ancora valutando i contenuti della possibile intesa: insomma, che ‘la palla e’ ancora in gioco’. E in serata a gelare le speranze per un cessate il fuoco imminente e’ stata una fonte anonima dal Cairo: ‘Per stasera – ha detto alla Cnn – niente annunci’. Se il cessate il fuoco dovesse prevalere, l’obiettivo dell’offensiva diplomatica avviata – oggi in Israele e nei Territori e’ arrivato il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon e in serata e’ attesa Hillary Clinton – sarebbe stato raggiunto. E l’Egitto del ‘nuovo’ presidente Mohammed Morsi (che oggi ha avuto il terzo colloquio telefonico con Obama) potrebbe rivendicare il filo della mediazione: nel pomeriggio, a modo suo, ha annunciato i progressi nella soluzione della crisi dicendo che ‘l’assurda aggressione israeliana’ e’ al termine.

Da Israele (dove nei pressi di Gerusalemme e’ oggi caduto un altro razzo senza fare vittime e un altro ordigno ha centrato una palazzina non lontano da Tel Aviv), manca pero’ una presa di posizione ufficiale che formalizzi l’accordo. Il premier Benyamin Netanyahu nel suo incontro con Ban ha ribadito che lo Stato ebraico e’ fermo sulla richiesta di ‘un accordo lungo’ che non duri – come ha aggiunto il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman – ‘una settimana o due’. Netanyahu non ha esitato a ricordare che se i razzi continueranno a cadere, Israele non rinuncera’ a ‘brandire la spada’ in una delle sue due mani.

Hamas ha invece subito rivendicato il successo ‘politico’ della tregua: una fonte dell’organizzazione ha detto che e’ stata impartita ‘al nemico sionista una lezione che non dimentichera’ mai’. Gli ha replicato l’ex portavoce dei governi Sharon e Olmert, Avi Pazner: ‘Tutti sanno che e’ Hamas ad aver subito un grossissimo colpo in questi 7 giorni di azione militare’. Al di la’ delle ‘rivendicazioni’, sara’ l’accordo – quando e se verra’ – a dare la cifra ‘politica’ sull’esito della guerra: le intese che stanno prendendo corpo, secondo le prime informazioni, dovrebbero prevedere da parte d’Israele lo stop dei raid, ma pure delle ‘esecuzioni mirate’, degli sconfinamenti nella Striscia, delle operazioni di disturbo ai pescatori. Hamas e le altre fazioni cesserebbero sia il lancio di razzi contro lo Stato ebraico sia gli agguati alle pattuglie israeliane lungo la linea di demarcazione fra la Striscia e Israele. Il governo Netanyahu, d’altra parte, pretende che Il Cairo si assuma una responsabilita’ diretta e vuole ‘un garante della tregua’.

Il tributo di vite pagato nel settimo giorno dell’operazione ‘Colonna di nuvola’ resta comunque altissimo: le vittime palestinesi dei raid israeliani di oggi sarebbero 20 (tra questi due cameraman di Al-Aqsa), portando a oltre 120 il numero complessivo dall’inizio del conflitto. Hamas ha anche ha passato per le armi sette palestinesi sospettati di ‘tradimento’. A Gaza il panico e’ dilagato fra la gente di diversi rioni (quasi 200mila persone) quando l’esercito israeliano con volantini e sms in arabo ha ordinato lo sgombero immediato di quartieri e sobborghi. Per un momento – a molti – e’ sembrato che fosse l’avvio dell’operazione terrestre dentro la citta’. Nel campo israeliano invece le vittime sono due: la prima e’ un soldato morto per le ferite di un colpo di mortaio su un kibbutz vicino alla Striscia di Gaza; la seconda e’ un civile, una donna della comunita’ beduina. Il bilancio complessivo israeliano sale dunque a 5 morti, compresi i tre dei giorni scorsi.

Per tutto il giorno sono piovuti missili sul sud di Israele, molti di questi intercettati dal sistema difensivo Iron Dome. A Rishon le Zion – non distante da Tel Aviv – e’ stato centrato un palazzo e i feriti sono stati 4. Ora si avvicina il momento: sara’ la mezzanotte a sancire o meno la fine di quest’ennesima guerra mediorientale.

GAZA, HAMAS: TREGUA SLITTA CAUSA ISRAELE, VEDIAMO DOMANI ‘La tregua a Gaza slitta a causa di Israele, dobbiamo aspettiamo fino a domani’. Cosi’ fonti di Hamas.

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