Matteo Renzi, tra Lupi Marino e l’Europa – di Leonardo Cecca

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Finalmente Renzi non ha fatto dietrofront e sulla questione Lupi ha tenuto ben saldo il timone e l’ha costretto a dimettersi. Ad onor del vero sono contento, non perchè credo alla colpevolezza di Lupi ma perchè costui ha tradito a suo tempo gli elettori ed insieme al socio Alfano si è messo a fare da zerbino al chiacchierone fiorentino; questa è mancanza di serietà che non si addice ad un ministro. Bravo Renzi, ma trattasi di un bravo forzato, in quanto nei confronti dei suoi tanti compari di partito sfiorati, anzi, presi in pieno dalle varie indagini, se la fischietta, fa finta di nulla, tanto in Italia dopo un po’ di tempo ci si dimentica di quanto è accaduto.

La taratura di Renzi si può soppesare anche nel vedere come si è comportato nell’indagine che ha fatto sobbalzare Roma e  nei confronti di Marino e delle sue giravolte per giustificare certe sue frequentazioni. Intendiamoci Marino non ha commesso, salvo le questioncine della panda, nessun reato, ma tenerlo come sindaco anche dopo che non ha ottemperato alle disposizioni di Alfano e del Prefetto circa la registrazione delle nozze gay è un affronto al buonsenso e chiaro segno che Renzi fa del tutto per salvare il Pd.

In verità in fatto di leggi Renzi qualcosa ha portato in porto, pure se Draghi ha da ridire, ma, per ora, è impossibile valutarne l’efficacia serve un po’ di tempo. Quello che però sicuramente si può valutare e definire senza mezzi termini provvedimento da paese suicida è il decreto per la depenalizzazione di alcuni reati, compreso quello della clandestinità. Certo come ricetta per eliminare la delinquenza non è che sia il massimo, ma bisogna sottolineare anche l’immobilismo, per non dire l’inettitudine, dimostrata dall’attuale esecutivo sulla questione dell’immigrazione: non sapendo cosa dire e cosa fare si appella all’Ue, forse farebbe meglio e sarebbe anche più dignitoso fare le valigie invece preferisce farci inondare da immigrati e elargire fondi alle cooperative preposte all’accoglienza. Strano modo di fare ma ai democraticamente corretti tutto è permesso.

Ma questo è Renzi, cioè colui che "va avanti e se ne frega di chi non ci sta", ad onor del vero fa bene, solo che non sa cosa fare, se non un passo avanti ed uno indietro. Il termometro di quanto il nostro premier è tenuto in considerazione nell’Ue è dato dal fatto che il giorno 20 u. s, non è stato invitato alla riunione ristretta tenuta in serata a Bruxelles riguardante la questione della Grecia. Vabbè, da un personaggio che soleva dire ai quattro venti che non avrebbe mai avuto scorta ed auto blu, per poi usare i mezzi della flotta aerea di stato per andare in vacanza e per fare Firenze-Roma, non è proprio il massimo. Facendosi scoprire e cercando la scappatoia del "protocollo" ha fatto proprio la figura del peracottaio; Fede avrebbe usata un’altra espressione ma accontentiamoci di questa un po’ più gentile.

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