Matteo Renzi spacca il Pd – di Leonardo Cecca

Speravo molto nel governo Renzi, forte anche dell’accordo non di poco conto con Berlusconi, ma dal 22 febbraio, giorno in cui si è insediato, sembra che tutti facciano a gara a mettergli i bastoni tra le ruote, in primis il Pd, e non poteva essere altrimenti, visto lo sbandamento che ormai imperversa nei cattocomunisti. Che l’ostruzionismo avrebbe aspettato al varco il nuovo governo era prevedibile, ma almeno si sperava che gli avrebbero lasciato il tempo di respirare.

Ad onor del vero, sembra che Renzi le grane se le stia anche cercando con il lanternino, ad iniziare dalla nomina dei 4 sottosegretari, tutti del Pd, inquisiti: non ha mantenuto nemmeno uno dei 10-12 propositi fatti mesi or sono, ad iniziare da quello relativo alle tasse, che ha subito aumentato; inoltre si è messo a fare il "Messia" girando tra le scuole come se non fossero politicizzate abbastanza. Se voleva fare l’apostolo poteva almeno iniziare a far visita agli ospedali, molti dei quali indegni anche per il terzo mondo. Che dire, inoltre, del suo anglicismo molto simile a quello di Monti che ci rese edotti sullo spread, che ci scodellava da mattino a sera, mentre attoniti ci chiedevamo come avevamo potuto campare per tanti anni senza conoscere tale termine.

Altre novità che imperversano in questi ultimi tempi sono il "sessismo", termine fino ad oggi semisconosciuto e la "parità di genere", come se bastasse solo l’abito per fare il monaco mentre è superfluo quello che l’abito ricopre. Una curiosità: il femminile di medico sarà medica o medichessa? Sorprende non poco la sensibilità che ha mostrato Napolitano circa il sessismo, veramente commovente. Non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra che costui nel 1956 facesse il tifo per i sovietici che massacravano i magiari. Che cambiamento, proprio come il vino, invecchiando migliora.