Matteo Renzi e il Pd, i giovani e i vecchi – di Giampiero Pallotta

E’ incontestabile che i giovani siano più vigorosi dei vecchi, ma i vecchi hanno più esperienza dei giovani. I giovani sono più audaci e più inventivi, ma questo non sempre e’ una qualità. I vecchi sono più prudenti e conservatori, ma anche questo non sempre e’ una qualità. La conclusione e’ semplice: non si può preferire l’uno o l’altro a scatola chiusa. Se si richiede molta esperienza, e’ meglio rivolgersi a qualcuno che questa esperienza ce l’ha, dunque ad un anziano. Se al contrario si richiede vigoria fisica e’ meglio lasciar da parte i vecchi. Ecco perché la diatriba sull’età tra Matteo Renzi e la dirigenza del Pd e’ stupida. Il problema non e’, come disse qualcuno, “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Il problema e’, come dice Renzi: “Con queste idee e senza programma non vinceremo mai”. E aggiunge di peggio, senza idee, anche se vincessimo, non sapremmo che cosa fare al governo.

Renzi e’ attaccato da ogni parte perché sostiene che il problema non e’ Berlusconi, ma il programma che non c’e’. E tutti gli danno addosso perché, in questo modo, sembra che voglia stringere patti con “l’arcinemico”. La realtà e’ che Renzi e’ capace di guardare lontano. Sa che Berlusconi non e’ eterno e può darsi che il governo cada da un momento all’altro, può darsi che perda le prossime elezioni. Il vero problema e’ quale politica intendano attuare i “dinosauri” che ora “occupano” il centrosinistra per salvare l’economia italiana. Il solo “antiberlusconismo” e’ inutile e dannoso. Matteo Renzi e’ veramente un innovatore nel centrosinistra e di sicuro non e’ uno scemo.

 

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