Matrimonialisti: la famiglia uccide più dei criminali

La famiglia uccide piu’ dei criminali. Ne e’ certo Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani. In base ai dati a sua disposizione, in media ‘dal 2006 gli omicidi tra familiari sono stati circa 200 all’anno, quelli della malavita organizzata 170’. La notte scorsa, a Brescia, l’ultima strage: un uomo ha ammazzato quattro persone, fra cui la ex moglie e il suo nuovo compagno. ‘Non si riesce ad arginare la violenza intrafamiliare – ribadisce Gassani – che e’ piu’ pericolosa di quella della malavita organizzata, della mafia’.

Secondo una ‘sottostima’ dell’Eurispes, nel biennio 2009-2010 ci sono stati 235 omicidi cosiddetti ‘domestici’, di questi 103 tra ‘innamorati’. Se la famiglia puo’ essere un pericolo, ancor di piu’ lo diventa quando fra marito e moglie le cose cominciano a non andare bene. ‘Nelle coppie – spiega Gassani, che sul tema ha scritto un libro, ‘I perplessi sposi’ – l’80% degli omicidi avviene nelle fasi in cui la relazione sta finendo o quando e’ appena finita. Nell’85% dei casi, l’omicida e’ l’uomo, sia perche’ di solito sono le donne a lasciare sia perche’ per l’uomo e’ piu’ difficile accettare di essere lasciato. A volte poi ci sono questioni di ‘onore’, specie nei piccoli paesi, oppure economiche, come la perdita della casa, ma anche di affetto, come le difficolta’ per vedere i figli. Nel 40% dei casi, prima degli omicidi c’erano state denunce per stalking o segnalazioni con richieste di tutela. Anche riguardo allo stalking, nel 70% dei casi vengono denunciati gli uomini’.

Nel rapporto 2011, il Censis rileva come i matrimoni siano in diminuzione e i divorzi e le separazioni in crescita. ‘Nel 2009 in Italia ci sono state 85.945 separazioni, ovvero 296,9 per mille matrimoni e 54.456 divorzi, vale a dire 180,8 ogni mille matrimoni. Nel 2000 si avevano 228 separazioni e 114,9 divorzi ogni mille matrimoni’. Il Censis sottolinea pure come crescano ‘anche le violenze perpetrate all’interno delle mura familiari, siano esse sotto forma di minacce e percosse, o sfocino nelle forme piu’ gravi della violenza sessuale o dell’omicidio, consumato e tentato’.

L’Eurispes, nel rapporto Italia 2011, scende nel dettaglio: dei 103 omicidi che hanno riguardato ‘innamorati’, ‘gli autori sono stati principalmente mariti o conviventi (63,1%), ma anche fidanzati/ex amanti (15,5%), fidanzati, amanti, rivali o spasimanti (13,6%) ed ex coniugi o conviventi (7,8%). Per quasi 6 autori su 10 il movente e’ stata la gelosia, la non rassegnazione alla separazione o a un abbandono’.
 

 

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