Mastrogiacomo (MAIE) e Filippello, “agevolare il made in Italy per rilanciare l’occupazione”

Aiuti destinati in particolare o soltanto a quegli imprenditori italiani che risiedono all’estero e si riforniscono di prodotti artigianali italiani interamente in Italia con ingredienti indigeni

Spina dorsale dell’economia in un passato abbastanza recente è stato il richiestissimo artigianato italiano, eseguito a regola d’arte, così come rappresentavano un’eccellenza anche i pregiati prodotti delle nostre piccole e medie aziende che assieme formavano l’80% del tessuto imprenditoriale italiano.

Oggi questo modello è quasi del tutto scomparso, perché sostituito dalla pseudoglobalizzazione. In queste condizioni l’economia italiana non decolla nei Paesi europei, fatta eccezione per quelle grandi aziende italiane, oggi divenute multinazionali, che possono permettersi di competere pur non garantendo né il vero artigianato italiano di un tempo, né tanto meno una qualità che possa far rivalutare il made in Italy in chiave di rilancio economico.

Il lavoro politico e sociale della coordinatrice per l’Europa del Movimento associativo italiani all’estero, signora Anna Mastrogiacomo, mira a riconsiderare la tipologia di sostegno alle piccole e medie imprese, offrendo loro nuove opportunità in termini di servizi, finanziamenti statali e privati, agevolazioni fiscali nei trasporti nazionali destinati all’estero.

Anna Mastrogiacomo, coordinatrice MAIE Europa
Anna Mastrogiacomo, coordinatrice MAIE Europa

Aiuti destinati in particolare o soltanto a quegli imprenditori italiani che risiedono all’estero e si riforniscono di prodotti artigianali italiani interamente in Italia con ingredienti indigeni.

Le difficoltà degli imprenditori italiani all’estero in termini di concorrenza, di costi di trasporto e di distribuzione sono state confermate anche dal connazionale Daniele Filippello, referente in Germania per rinomate aziende artigianali italiane, fornitore di prodotti genuini di alta qualità made in Italy.

Filippello non solo conferma tutto ciò che è stato detto prima, ma si appella a tutte le forze politiche nel voler porre un freno alla concorrenza tra multinazionali ed artigianato di qualità. Occorre favorire più concretamente proposte e miglioramenti tesi ad agevolare in tempi brevi lo sviluppo delle piccole e medie aziende oltre i confini nazionali, sostenendo le banche solo a condizione che aiutino l’imprenditoria del piccolo e medio imprenditore ovunque svolga il suo lavoro, che è prezioso per l’economia nazionale.