Massimo Giletti: “Nulla in politica sarà più come prima, anche nel modo di comunicare”

“La crisi politica non è colpa di Di Maio o Salvini ma di chi ha fatto la legge elettorale. Niente sarà come prima, così com’è l’Europa non funziona”

Massimo Giletti, conduttore di La7, ha commentato a Radio Cusano Campus il grande risultato ottenuto domenica scorsa: “Una televisione piccola come La 7 ha battuto il gigante Rai Uno. Una cosa storica e quando si fa la storia è importante, ma non per me, per il gruppo di lavoro. I ragazzi han dato l’anima quest’anno, nonostante le mille difficoltà”.

Su quello che sta accadendo a livello politico: “Niente sarà come prima. Anche Mattarella lo abbiamo scoperto in un modo diverso rispetto a come lo conoscevamo. Solo ma esplicito come mai. Stiamo scoprendo varie situazioni, in politica non mi stupisce la variazione di opinione comunque. La politica è anche questo. Ora c’è tanto caos. Non c’è mai stato uno scontro istituzionale come questo. Andranno al potere gruppi antisistema, movimenti antisistema. Non fare un governo, per chi lavora, è un dramma pazzesco. Davanti a certi giochini ci rimette chi prova a tirare avanti il Paese. L’incertezza è un danno. La legge elettorale che è stata fatta impedisce la governabilità, ebbi uno scontro a febbraio con membri del Partito Democratico perché glielo dissi. La classe politica era già consapevole che questo sarebbe stata una legge impossibile. Una classe politica che preferisce l’inciucio al bene del proprio Paese non mi piace. Oggi ce la prendiamo con Mattarella, Salvini e Di Maio, ma la realtà è che si è fatta una legge orribile”.

Sulle critiche ricevute dall’Europa: “Voi sapete perché l’Italia non ha avuto la possibilità di fare a Milano l’agenzia del farmaco? Io lo so. La Spagna non ha votato in favore dell’Italia. Perché l’Italia due anni prima non aveva mantenuto un patto su un’altra situazione. Se tu sei un Paese che non è credibile e che cambia idea ogni volta, come è storia, sei pizza e mandolino. Poi è chiaro che i tedeschi hanno sempre fatto i cavoli loro. Ci sta che uno vada a un tavolo per rivedere determinate cose. Questo modello di Europa non funziona”.

Sulle nuove frontiere comunicative della politica: “Salvini e Di Maio dalla D’Urso in contemporanea? Quando dico che nulla sarà più come prima faccio riferimento anche al modo di comunicare. Immaginatevi se una volta Aldo Moro sarebbe andato in giubbotto di pelle da Maria De Filippi. Questo vuol dire che ci sono degli spin doctor che ti dicono che per fare consenso bisogna andare da certe parti. Come Berlusconi che va a “Unomattina” o D’Alema che distrugge la liturgia di Porta a Porta cuocendosi il risotto con Vissani. Giusto o sbagliato che sia, si va dalla conduttrice di un certo tipo. Poi tutto è discutibile, io sono sempre affinché la politica rimanga nei piani alti della televisione, ma ci sono degli spin doctor nuovi, hanno idee diverse e ognuno si comporta come crede”.