Marò italiani all’estero, Onu scarica Italia. Senato stoppa dl missioni internazionali

Tutti contro Ban Ki Moon. Le parole del segretario delle Nazioni Unite, che ieri ha di fatto ‘scaricato’ l’Italia al proprio destino nel caso dei marò, hanno scatenato l’indignazione più o meno generale della politica italiana. "È meglio che la questione venga affrontata bilateralmente piuttosto che con il coinvolgimento dell’Onu" ha spiegato il sud-coreano, respingendo la richiesta di mediazione, nelle stesse ore in cui l’Alto Rappresentante per l’Unione Europea, Catherine Ashton, definiva l’imputazione per terrorismo di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre "un caso inquietante per tutta la Ue". Sdegno a parte, la reazione della politica italiana è pronta: il ministero degli Esteri, giorni fa, aveva lasciato intendere che la partecipazione dell’Italia al programma anti-pirateria dipendeva anche dalla risposta della comunità internazionale. E oggi il Senato ha deciso di rinviare l’esame del decreto legge sul rifinanziamento delle missioni internazionali.

"Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha sottolineato che questa non può essere una vicenda su cui si caratterizza un impegno della massima istituzione internazionale, ma è un problema bilaterale dei due Paesi, l’Italia e l’India. Questa dichiarazione ci preoccupa moltissimo ed è anche in contrasto con quanto ieri il Ministro della difesa ci ha comunicato" ha detto il vicepresidente del Pd al Senato Nicola Latorre, chiedendo in aula "di rinviare l’esame del provvedimento di conversione del decreto-legge recante proroga delle missioni internazionali (facciamo questo come atto politico, non per mettere in discussione i nostri impegni internazionali al momento) che potrà avviarsi solo dopo che il ministro degli esteri sarà venuto in aula a riferirci come il Governo italiano intende reagire alle recenti dichiarazioni del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon".

Richiesta reiterata dal presidente della Commissione Esteri del Senato Pierferdinando Casini. "Vogliamo sospendere l’esame del decreto previsto oggi all’ordine del giorno recante proroga delle missioni internazionali, fino a quando il Governo non sarà venuto in aula a riferire in ordine alle affermazioni inaccettabili rese ieri dal Segretario generale dell’Onu". Lo ha detto il presidente della Commissione Esteri del Senato Pierferdinando Casini. "Sia chiaro – dice Casini – che, a fronte della strategia che ci è stata illustrata di internazionalizzare il tema dei marò, come peraltro espresso, nel senso indicato dal Governo italiano, dal presidente Barroso e dal commissario Ashton, ieri sera abbiamo avuto una totale smentita da parte del Segretario generale dell’Onu, il quale ha riproposto la tesi, ormai desueta, della questione bilaterale tra Italia e India. Da questo Senato si deve levare una voce univoca: questo non è un problema tra Italia e India, ma è un problema tra l’India e la comunità internazionale perché i nostri marò erano inquadrati in una missione internazionale antipirateria avallata dall’Onu. Non possiamo essere lasciati soli dal Segretario generale dell’Onu e vogliamo che il Governo, subito prima dell’esame di questo decreto, esprima la propria posizione e ci dica quali iniziative intende intraprendere". Presto detto: la Bonino sarà domattina in Senato, per scrivere una nuova puntata di una storia infinita che dura ormai da due anni.

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