Marò italiani all’estero, Bonino: rammarico per ONU, faremo pressione

Le parole del segretario delle Nazioni Unite Ban ki Moon secondo cui quella dei marò è un vicenda bilaterale che riguarda esclusivamente Italia e India, "pur non essendo nuova ci ha sollevato grande rammarico e fortissima perplessità. Vi è dietro la malintesa preoccupazione di equidistanza tra due paesi membri, ma di fronte alla dovuta attenzione alle politiche giuridiche e di principio sollevate dall’Italia, è chiaro che l’utilizzo del Sua Act ha modificato sensibilmente il nocciolo della questione". Emma Bonino, chiamata a rispondere in Parlamento del rifiuto dell’Onu a porsi come mediatore nella vicenda dei marò, replica in maniera chiara, ma poi annuncia che rispetto alle dichiarazioni di ieri vi sono ulteriori novità: -"Ieri ho dato al nostro ambasciatore di incontrare Ban Ki Moon, cui è stata espressa la preoccupazione del popolo italiano in merito alla ripercussioni possibili dell’utilizzo del Sua Act sulla lotta alla pirateria. In serata hop avuto io stessa un colloquio con Ban ki moon, che ha mostrato comprensione e ha assicurato un suo intervento presso le autorità indiane". Non solo: "la delegazione Ue farà una nuova demarche" nei confronti dell’Onu "nelle prossime ore".

Insomma, l’Italia nella vicenda dei due fucilieri non è sola: "La solidarietà internazionale ci è stata confermata ieri dalla Comunità europea e dalla Nato, non siamo più soli ad evocare queste preoccupazioni, l’Unione Europea è scesa in campo a fronte di una minaccia di un uso giuridico che mina il quadro della lotta al terrorismo. Non si tratta più di una vicenda bilaterale, si tratta di una massa critica di stati, tra cui due membri permanenti dell’Onu, che solleva un problema di principio fondamentale". Insomma, "rimane evidente che il tipo di pressione esercitata sia in via bilaterale che multilaterale verrà valutata e ponderata anche alla luce delle risultanze dell’udienza del 18 febbraio, ma mi preme ricordare a tutti che oggi la questione bilaterale invocata non si pone proprio più. Oggi abbiamo ottenuto il coinvolgimento dell’Unione europea e della Nato. Non è più, non può più essere un rapporto confinato a dispute bilaterali, perché sono in gioco principi di fondo dello Stato di diritto, l’applicazione delle convenzioni antiterrorismo e di due risoluzioni del Consiglio di sicurezza che hanno autorizzato sia l’operazione Ocean Shield che l’operazione dell’Unione europea Atlanta".

Molto duro anche il presidente della commissione Esteri del Senato, Pierferdinando Casini: "Siamo alla follia, ieri il segretario delle Nazioni Unite ha preso in giro l’Italia, dando una fotografia che semplicemente contrasta con la realtà. Dopo due anni stiamo ancora a parlare di questione bilaterale tra Italia e India: ma siamo pazzi? Applicare il Sua Act per due militari impegnati in una operazione antiterrorismo è una follia". Per Nicola Latorre (Pd) "ora pretendiamo che questa solidarietà si trasformi in una iniziativa verso un grande Paese, che in questo momento però ha una classe politica prigioniera della competizione elettorale. Altrimenti nel prossimo decreto sul rifinanziamento delle missioni internazionali chiederemo un drastico taglio al capitolo della lotta alla pirateria".