Marò italiani all’estero, Terzi: stanchi di parole al vento, fare luce su responsabilità

L’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, in una intervista a Il Tempo, parla della manifestazione di oggi davanti all’ambasciata dell’India a Roma indetta "per restituire visibilità a questa incredibile vicenda che coinvolge Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti come prigionieri in India", "esprimiamo una grandissima insofferenza. Non ne possiamo più di sentirci raccontare di tecnicismi segreti, negoziati subacquei, assi nella manica del governo Letta, inviati speciali con chissà quale soluzione magica per riportarli a casa. E non possiamo escludere un ritorno in campo dell’agenzia investigativa indiana antiterrorismo".

Secondo l’ambasciatore ed esponente di Fratelli d’Italia "questo quadro aggrava le preoccupazioni di tanti italiani che da 500 giorni sono in prima linea dopo le giornate della vergogna" (quando nel 2013 i marò vennero rimandati in India, ndr) e ricorda poi che sulla vicenda "Fdi ha chiesto da mesi una inchiesta parlamentare. La auspico dal momento delle mie dimissioni da ministro degli Esteri. Bisogna fare luce sulle responsabilità, dopo disinformazione e politica del silenzio, sulle concertazioni ministeriali, sui ministri che avevano insistito per trattenerli e hanno cambiato idea, sulle promesse fatte ai due marò per farli tornare in india, promesse poi rivelatesi false".

E aggiunge: "Non ho visto, in contesti internazionali, recenti dichiarazioni di autorità italiane sul torto che stiamo subendo", "ho preso per buone le dichiarazioni sulla internazionalizzazione, ma siamo di fronte ad un nulla di fatto. Con alcune note verbali abbiamo chiesto il dialogo… Poi c’è la curiosa telefonata tra Renzi e Morsi: mi pare di capire che il premier indiano ci ha invitato a fidarci della giustizia indiana. Se è questa la conquista della diplomazia italiana, non c’è da stare tranquilli". E conclude: "Stiamo lasciando andare avanti l’ipotesi di un processo. Abbiamo versato la cauzione. I due militari sono attesi domani in tribunale. Mi auguro non si presentino".