Marò italiani all’estero, ora la palla passa al ‘team’ di Renzi

Oggi la lista dei ministri, domani il giuramento e il primo consiglio dei ministri. Il governo Renzi si mette al lavoro subito e, certamente, anche il passaggio di consegne sara’ veloce. A Palazzo Chigi, come nei 16 ministeri rimasti dopo la ‘scure’ del rottamatore che ne ha tagliati cinque. Perche’ i dossier da affrontare subito sono tanti. E tra i tanti, uno e’ fra i piu’ urgenti, quello dei due maro’. E non solo perche’ ormai il rientro dei due fucilieri di Marina e’ improcrastinabile. Ma anche e soprattutto perche’ la nuova scadenza, l’ennesima, della vicenda e’ proprio per lunedi’. Quando la Corte indiana tornera’ a riunirsi di nuovo e l’Italia, se si trovera’ di fronte ad ulteriori meline e rinvii dovra’ dire quel ‘basta’ che da giorni rimbalza non solo nei palazzi ma anche e soprattutto nel Paese.

Spettera’ a Matteo Renzi e ai ‘suoi’ – a cominciare dai 3 ministri Esteri-Difesa-Giustizia che fanno parte della task force maro’ – la reazione, il passo, la decisione. Per una svolta. Sul dossier dei due militari, Renzi non ha finora detto o anticipato molto. Ma potrebbe non mancare, a sorpresa, un asso nella manica. Quello che ha lasciato intendere, nei giorni scorsi, il presidente della commissione Difesa del Senato Nicola Latorre, anticipando che Renzi "sta valutando nuove iniziative" per i due fucilieri. Nuove iniziative che potrebbero passare anche per l’ipotizzato arbitrato internazionale, gia’ ‘esplorato’ dalla task force di Letta solo qualche giorno fa. Come, tra le righe, si potrebbe desumere dalle parole della Mogherini, che qualche settimana fa ha sottolineato la necessita’ di "risolvere la controversia nel pieno rispetto del diritto internazionale, giungendo al riconoscimento della giurisdizione italiana sul caso in qualita’ di ‘Stato di bandiera’ della nave operante in acque internazionali".

"I maro’ sono nel mio cuore e nel cuore di tutti gli italiani", ha assicurato stasera la neo ministro della Difesa Roberta Pinotti: "Dobbiamo con forza riportarli a casa". E dall’India intanto continuano a rimbalzare indiscrezioni stampa. L’ultima, riferita dal Times of India, vuole il governo indiano deciso ad abbandonare definitivamente il progetto di incriminare Latorre e Girone con l’uso della Legge anti-pirateria (Sua Act), ma pronto a chiedere lunedi’ alla Corte Suprema di mantenere la polizia Nia (di solito usata in casi di terrorismo) per la presentazione dei capi d’accusa. Una situazione, spiega il giornale, che non farebbe rischiare la pena di morte neppure se riconosciuti colpevoli della morte dei due pescatori. Ancora una volta, un messaggio contraddittorio.