Marò italiani all’estero, Fratelli d’Italia: ‘l’amor di Patria è morto’

Ignazio La Russa, leader di Fratelli d’Italia, spiegando l’evento in solidarietà a favore dei due marò ancora bloccati in India, organizzato oggi in tutta Italia, dichiara: in 2 anni e 4 mesi "la vicenda dei due marò italiani detenuti in India non solo non si è risolta, ma è precipitata, per questo oggi abbiamo deciso di listare a lutto alcuni monumenti simbolo della nostra identità nazionale, perchè l’amor di Patria è morto".

A Milano gli esponenti del partito hanno listato a lutto il monumento dedicato ai caduti milanesi per la patria in piazza Sant’Ambrogio. "Un gesto – ha detto ancora La Russa – anche per tutte le forze armate dimenticate in questo Paese".

Il leader Fdi ha spiegato che l’Italia "ha svenduto la libertà dei due marò per motivi affaristici, quando dopo il rientro in Italia vennero rispediti nelle fauci della giustizia indiana". Oggi "noi facciamo sentire la nostra voce per riportare in primo piano la vicenda e chiediamo al governo di minacciare il ritiro dell’Italia da tutte le missioni di pace all’estero a partire da quella anti pirateria".

A margine della manifestazione organizzata a Milano, come in altri comuni italiani, La Russa ha raccontato che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, "meno di un mese fa ci ha telefonato per dirci di tenere bassi i toni, perchè la vicenda dei marò "stava per evolversi con la domanda di arbitrato internazionale all’Onu".

La Russa ha spiegato che il premier avrebbe cercato la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni e che "altri, non faccio i nomi, hanno cercato me per chiederci di tenere bassi i toni sulla vicenda marò, come era successo in passato con altri governi, come quello di Letta. Renzi non è il primo".

Fratelli d’Italia "per mesi non ha più organizzato manifestazioni, ma nulla è cambiato e la domanda di arbitrato internazionale non è ancora stata avviata". "Credo anche – ha concluso – che forse ci sono state pressioni su alcuni dei familiari, con cui io sono in contatto, per non schierarsi".

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