Marò italiani all’estero, Casini (Udc): ora lavorare su doppio binario

Italian marines Massimiliano Latorre (R) and Salvatore Girone (L) arrive at Ciampino airport near Rome, on December 22, 2012.An Indian court allowed two Italian marines awaiting trial for shooting two fishermen to go home for Christmas, despite prosecution fears that they will not return. The marines shot dead the fishermen off India's southwestern coast near the port city of Kochi in February while guarding an Italian oil tanker, but they deny murder on the grounds that they mistook their victims for pirates. AFP PHOTO/ VINCENZO PINTO

Intervistato dal Quotidiano nazionale, il presidente della commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini torna sul caso dei marò dopo l’appello inviato da Salvatore Girone in videoconferenza dall’India il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica: "Dobbiamo lavorare su un doppio binario. Da un lato internazionalizzare il caso è opportuno, considerato il tempo intollerabile che è passato con Latorre e Girone ancora lì, e per la profonda sfiducia sul sistema giudiziario indiano. Dall’altro, bisogna ripartire col dialogo politico tra due nuovi esecutivi: speriamo nell’avvento del neo presidente Modi".

“Andremo in India quando sarà utile – annuncia Casini -, cioè quando si saranno formate le commissioni parlamentari e quando avremo appuntamenti con il parlamento indiano. L’ultima volta non è andata bene, ci vuole grande tenacia e pazienza".

A coloro che sostengono che sia stato un errore rimandare i marò in India dopo averli avuti qui in Italia a Natale del 2012 dice: "Di errori ne sono stati fatti tanti, il primo fu quello di attraccare in India la nave dei due marò, dalle acque internazionali. Questi ragazzi sono finiti in un ingranaggio più grande di loro e di tutti noi".

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