Mario Adinolfi, “Roberto Fico ha taroccato curriculum come Valeria Fedeli”

“Durante il dibattito sulla legge Cirinnà voleva la stepchild adoption, era a favore della legge, chiedeva l’utero in affitto, voleva l’abolizione dell’ora di religione”

Il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus e su Roberto Fico Presidente della Camera ha detto: “Durante il dibattito sulla legge Cirinnà voleva la stepchild adoption, era a favore della legge, chiedeva l’utero in affitto, voleva l’abolizione dell’ora di religione, capirete che per il leader del Popolo della Famiglia sia espressione della lobby avversaria”.

“A me non interessa la loro attività tra le lenzuola, mi interessa che tipi di logiche rappresentano sul piano normativo, avendoli misurati in una serie di vicende della scorsa legislatura in cui l’orizzonte del M5S andava dal matrimonio interspecie a quello omosessuale da fare anche in quattro o in cinque. Loro rappresentano gli interessi di una lobby che è il nostro contraltare. Non è un presidente della camera che stimo. Guardate che questi devono scrivere entro il 10 Aprile il DEF che non è un documento qualsiasi. E’ una cosa complessa, a chi chiedono consulenza a Gigi D’Alessio?”.

“Mi sembra che il tema della competenza della classe dirigente sia determinante, Roberto Fico è uno alla Valeria Fedeli che ha presentato un curriculum taroccato perché il master del Politecnico di Napoli e di Palermo ha il problema che non esiste un Politecnico di Napoli e Palermo. Il curriculum ufficiale di Fico che riporta questo master è semplicemente falso”.

Su Enrico Mentana: “Ho visto che si è molto adontato per il fatto che io abbia sottolineato che c’è un problema di credibilità della classe dirigente. Enrico Mentana è un altro che si è diplomato con trentasei e due figure e poi è stato a ricasco di Craxi e Berlusconi e ora comincia a cavalcare pure il Cinque Stelle. E’ l’appecoronarsi all’ennesimo potente senza sottolineare il problema della capacità e della credibilità della classe dirigente e anche del curriculum. L’idea che un’operazione a cuore aperto, perché quella dobbiamo fare all’Italia per rimettere dritto questo Paese, venga affidata al primo passante a me spaventa”.