Manovra, Santori (PdL): Unire le forze e riaccendere le speranze

Caro Amico, Gentile Amica,
 
    nella speranza che abbiate passato delle vacanze estive all’insegna del relax, della spensieratezza e del divertimento, o con l’augurio che tutto ciò si realizzi per chi non è partito, vi comunico che sono rientrato dal mio viaggio di nozze e sono più operativo che mai, con tanta voglia di lavorare per la nostra città e la Nazione insieme a Voi e per Voi.  
 
Molti fatti sono accaduti durante questo mese, a partire dalla manovra finanziaria che si riversa inevitabilmente anche sulla nostra città. Di seguito una scheda per chiarirvi i punti salienti della suddetta manovra ancora in via di approvazione e quindi soggetta a cambiamenti.

La prospettiva di un ulteriore sacrificio economico ha certo pesato sulla serenità che ciascuno di noi vorrebbe accompagnasse sempre la vita quotidiana, soprattutto  nei giorni estivi, ma è ineludibile l’obbligo di ridare credibilità e forza alla nostra economia, mettendola al riparo da ogni possibile eventualità di declassamento. Dopo il primo documento redatto dal ministro Tremonti, molte sono state le modifiche apportate nel corso di questi giorni di fine agosto, durante i  quali si sono susseguiti continui vertici e riunioni. Il governo e la maggioranza si sono aperti al confronto, hanno ascoltato gli appelli del presidente Napolitano, valutato le istanze di ogni parte sociale, le considerazioni e le critiche delle varie forze politiche nel tentativo di varare un provvedimento equo che non toccasse però la necessità di un saldo ben preciso, così come richiesto dall’Europa.

Se l’apertura del governo e la sua capacità di ascolto delle critiche e delle proposte è senza dubbio un grande esempio di democrazia matura e di civiltà, fuori dalle logiche delle stanze dei bottoni e del potere, sicuramente i continui cambiamenti hanno provocato incertezze e sconcerto, nella girandola continua della categorie da colpire, nell’annuncio di misure mai adoperate in precedenza, mi riferisco al contributo di solidarietà, per esempio, poi in parte ritrattato; di forti tagli agli enti locali. Ma tutti sappiamo quali sono i veri problemi dell’Italia: l’evasione fiscale e gli sprechi della politica. Far pagare sempre gli stessi, i lavoratori dipendenti, non è più possibile. Per questo ben vengano le misure forti contro l’evasione fiscale e i tagli ai costi della politica che a mio avviso sono ancora insufficienti e tutelati.

Di certo quello che non vogliamo è che siano colpite ancora una volta le famiglie di ceto medio e a basso reddito, le uniche che regolarmente e sempre pagano le tasse per intero. Per ottenere questo è necessario innanzitutto che lo stato individui e punisca severamente  tutti gli evasori. La manovra colpisce comunque gli enti locali, e lascia perplesso il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno, che insieme a decine altri sindaci italiani e a presidenti di Regioni,  tra questi anche la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, è più volte intervenuto nel tentativo di limitare i danni per gli enti locali e le inevitabili ricadute sui servizi per i cittadini.

Ribadiamo che i tagli alle pubbliche amministrazioni, inizialmente previsti per 6 miliardi,  devono riguardare i costi della politica e non i servizi da rendere ai cittadini. Auspichiamo in questo senso una proposta ulteriormente  migliorativa, in caso contrario saremo pronti a sostenere le nostre battaglie affinché i servizi sociali e pubblici a Roma non subiscano conseguenze.

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