Manovra economica, Un popolo di evasori? – di Primo Mastrantoni

Diceva Giulio Andreotti: "L’Italia è stimata nel mondo per le sue virtu’. In particolare per la modestia che si esercita quando viene compilata la dichiarazione dei redditi". Ovvio che a nessuno piace pagare le tasse, soprattutto se raggiungono picchi elevati a fronte degli abissi dei servizi pubblici offerti. In questi giorni, drammatici per la stabilità monetaria dell’Italia e dell’Europa, uno degli aspetti piu’ pubblicizzati della manovra economica in discussione al Senato, e’ quello della lotta all’evasione fiscale; c’e’ anche uno spot governativo contro gli evasori, che sono tanti e’ vero, visto che 120 miliardi di euro sono l’ammanco alle casse dello Stato per via dell’evasione. Ritenere che bastino gli spot e le dichiarazioni di principio per introitare euro dall’evasione e’ una pura illusione e inserirli in bilancio a copertura di spese e’ come scrivere sull’acqua, a meno che non si voglia legare il maggior introito alla eventuale spesa. Se entrano soldi dall’evasione si puo’ spendere, altrimenti non si paga.

I settori su cui prestare attenzione sono noti, si tratta di dare il via ai controlli. Non mi pare che ci sia la volonta’ di farlo, viste le dichiarazioni passate e recenti del ministro Tremonti sulla "aggressivita’ del fisco".

Primo Mastrantoni, segretario Aduc*
*Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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