Manovra economica, Le mancate liberalizzazioni

Per antonomasia un governo di destra dovrebbe essere piu’ liberale che non si puo’, cioe’ liberista. Insomma, viva il mercato! Macche’! Di liberalizzazioni, nell’ultima e penultima manovra economica, non se ne parla. Solo aumento della pressione fiscale e tagli. Non esiste un atto che avrebbe consentito ai consumatori di avere prezzi minori per beni e servizi o allo stesso prezzo servizi migliori. Caso esemplare e’ quello delle Ferrovie dello Stato, ovvero del suo braccio operativo per i trasporti, Trenitalia. Nella manovra si poteva avviare un processo di liberalizzazione consentendo a chi voleva di  cimentarsi liberamente nel mercato ferroviario. Che fine ha fatto NTV, il primo operatore privato sulle linee ad alta velocita’? Che fine ha fatto Arenaways, la compagnia di trasporto ferroviario che ha tentato di avviare tratte di trasporto locale? Del primo operatore si dovrebbero avere notizie a fine anno, del secondo sappiamo che naviga in cattive acque perche’ sono state  prescritte  modalita’ di esercizio talmente onerose da renderne impossibile l’attuazione (es. divieto di fermate intermedie nelle tratte interregionali). Per completare il quadro rileviamo che Trenitalia e RFI, la societa’ che gestisce le infrastrutture ferroviarie, cioe’ i binari sui quali dovrebbero correre treni pubblici e privati, fanno parte dello stesso gruppo, cioe’ le Ferrovie dello Stato. Insomma, se la suonano e se la cantano. Ecco perche’ S&P declassa il nostro Paese. Una decisione politica, si dice. Vero, perche’ nella manovra e’ mancata la decisione politica del governo in carica.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

 

 

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