Manovra economica, governo ed elezioni – di Primo Mastrantoni

In queste ore il differenziale tra i Bund tedeschi e i Btp italiani ha toccato quota 490 punti base. Cosa significa tutto cio’ per i cittadini? Che la collocazione dei prossimi Btp avverra’ con un tasso di interesse maggiore, con  ulteriore indebitamento dello Stato che dovra’ reperire risorse finanziarie per pagare i maggiori interessi, aumentando le tasse e/o diminuendo i servizi. Un altro effetto e’ quello dell’aumento dei costi per chi chiede un finanziamento alle banche, singolo cittadino o impresa, per l’effetto dell’adeguamento dei prezzi.

Il governo dovrebbe prendere decisioni per governare e avviare a soluzione il problema del nostro debito. La maggioranza parlamentare e’ risicata e il rischio della caduta del governo e’ alto. Qualcuno propone un governo "tecnico". Non esistono governi tecnici e affidarne la guida a qualche economista significa che la Politica ha smesso di fare la cosa essenziale: governare. La soluzione tecnica sa di furbizia: nessuno vuole prendere provvedimenti impopolari, per cui si demanda a qualcuno esterno alla Politica di tirare le castagne fuori dal fuoco e, finito il lavoro sporco, accomiatarlo.

I governi di transizione e di "unita’ nazionale" sono una versione edulcorata di quello tecnico: tutti insieme, cosi’ siamo tutti responsabili, cioe’ nessuno e’ responsabile.

Si paventano le elezioni. Il centro-sinistra e’ sicuro di vincere? Si ricordino, a tal proposito, le elezioni del 1994. Il centro-sinistra di allora non esisteva piu’, annientato dalle indagini giudiziarie. Silvio Berlusconi si presento’ con una nuova formazione politica, Forza Italia. Raccolse, sostanzialmente, i voti del centro-sinistra e vinse le elezioni. La memoria dovrebbe insegnare qualcosa. 

Primo Mastrantoni, segretario Aduc*
*Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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