Manovra, Cazzola senza freni: “L’Italia il 5 marzo si è svegliata fascista”

“Tutto sommato meglio così, che l’Italia beva la sua coppa di veleno fino alla fine perché l’unica speranza di liberarsi di questi è che falliscano sul piano economico”

L’economista Giuliano Cazzola è intervenuto a Radio Cusano Campus e sulla manovra ha detto: “Me l’aspettavo. Pensare che un ministro dell’economia, che peraltro è come il papa di Stalin e non ha divisioni sul campo, potesse condizionare la politica di un governo che, a mio avviso ha finalità devastanti, mi sembrava molto improbabile. Non è che i mercati ascoltano la spiegazione di Di Maio, ragionano con la loro testa e poi intervengono. Tria lo conosco da 30 anni, sono deluso dal fatto che gli abbia coperto il sedere a questi qua”.

“Dimissioni? Lui non ha la personalità che avevano Padoa Schioppa o Padoan e quindi non è che le sue dimissioni sortirebbero effetti importanti. Questo Tria non lo conosceva nessuno, non è Tremonti. Tutto sommato penso che sia meglio così, che l’Italia beva la sua coppa di veleno fino alla fine perché l’unica speranza di liberarsi di questi sta nell’economia, che loro falliscano sul piano economico. Gli italiani se lo meritano perché li hanno votati. Noi ci siamo liberati del fascismo solo con la 2° guerra mondiale. Siamo su quella strada. I loro valori sono il sovranismo, l’identitarismo e il razzismo. Questi non vanno a dar fuoco alle camere del lavoro per adesso, anche perché le camere del lavoro sono d’accordo con loro, ma se ti azzardi a dire qualcosa ti uccidono sui social. Basti guardare le minacce ai funzionari, gli ordini impartiti su twitter al comandante della Diciotti. C’è una crociata contro i tecnici, i professionisti, perché quelli al governo sono degli arroganti, sono persone che vogliono fare le cose e se ne fregano di tutto”.

“C’è un piano di opere pubbliche? No. Pensate che l’economia riparta col reddito di cittadinanza, il taglio della Fornero e il ritorno dei pensionati al sud? Loro pensano che riparta così. L’economia può ripartire con la spesa pubblica se si fanno investimenti. La riduzione delle tasse se la fanno alle imprese è un conto, se la fanno a me a cosa serve? I mercati già non si fidano di noi. Poi questi fanno anche più danni con le parole che con i fatti. Vanno in giro dicendo che hanno silurato il jobs act, che hanno cancellato la Fornero, quando invece non è così. Questi vanno combattuti per quello che sono. Io sono stato uno dei primi a vederlo questo pericolo. Gente che si presenta sulla scena internazionale mandando tutti a fare in culo. Io me la prendo con gli italiani, li voglio vedere davanti ai bancomat a ritirare 50 euro al giorno. Li invito a cercare su youtube il discorso di Mussolini quando annunciava l’avvio delle leggi razziali, la piazza era stracolma e applaudiva. Ormai bisogna andare in periferia e dire: fuori i negri per prendere applausi. Se uno vota per un partito che dice ‘fuori i negri’ è colpa sua, non è colpa mia. Io non mi sento responsabile di una plebe che è diventata razzista, di un Paese che il 5 marzo si è svegliato fascista”.