Mafia, Schifani: ‘Lo Stato c’è, nostra legislazione all’avanguardia’

Il presidente del Senato Renato Schifani, parlando alla terza conferenza sul Digesto dei casi di Criminalità Organizzata in corso a Palermo, ha detto: “Lo Stato c’e’ e deve vigilare. In questa legislatura sono stati toccati punti importanti, introducendo misure sui sequestri molto importanti, ma l’istituto che ha innovato fortemente la misura del contrasto a beni mafiosi e’ stato il sequestro per equivalente. Modello che ha scardinato la logica dell’aggressione e dei sequestri". "Abbiamo in questa legislatura dotato lo Stato e le forze di polizia, gli inquirenti e la magistratura di quei metodi che possono vincere la sfida".

La terza riunione della conferenza sul ‘Digesto dei casi di criminalità organizzata transnazionale’ è iniziata con l’Inno nazionale a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale. Oltre a Schifani, presenti – fra gli altri – il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, accompagnata dal capo della polizia, Antonio Manganelli, e il presidente dell’Ars Francesco Cascio.

"La criminalità transnazionale cammina parallelamente al processo della globalizzazione e più si procede nella logica della globalizzazione, più e’ necessario tenere alta l’attenzione sulla criminalita’ transanazionale. Ormai e’ dotata di sistemi e apparati raffinati che tendono a eludere progetti e regole e consentono quelle procedure di riciclaggio e inquinamento del Pil dei vari Paesi che sottotraccia nascondo una economia sommersa". "Ho fiducia che la sfida dello Stato alla criminalita’ transnazionale possa essere vinta. Il nostro Paese ha una legislazione all’avanguardia, punto di riferimento per gli altri Paesi”.

BENE MINISTRO SU VENDITA BENI, STATO FORTE ACCETTI SFIDA "Registro con favore ed attenzione la proposta del ministro dell’Interno, quella possibilita’ di vendita libera dei beni confiscati da immettere nel circuito sano della società". "Qualcuno – ha continuato Schifani – sostiene che può esserci il pericolo che possano essere acquistati dalla criminalita’ organizzata. E’ vero, ma se non si assumono responsabilita’ in questo Paese non si decide. Il rischio c’e’, ma condivido la posizione del ministro che uno Stato forte deve accettare la sfida".

"ANTIPOLITICA SI SCONFIGGE CON SENSO RESPONSABILITA’ E SCELTE" Secondo il presidente del Senato "l’antipolitica si puo’ sconfiggere soltanto con il senso della responsabilita’ e con il rischio delle proprie scelte".

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