Made in Italy, obbligo etichetta d’origine per pasta e riso: “Così basta inganni”

Secondo Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti, l’etichetta “mette fine all'inganno dei prodotti importati spacciati per made in Italy”

Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, è intervenuto al Meeting di Rimini in riferimento alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei due decreti interministeriali per introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta in etichetta, firmati dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda.

I decreti – spiega la Coldiretti – prevedono, a partire dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, una fase di 180 giorni per l’adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte e quindi entro il 16 febbraio per il riso e il 17 febbraio per la pasta non ci saranno piu’ vecchie etichette fuorvianti sul mercato.

Secondo Moncalvo, l’etichetta di origine obbligatoria che permette di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e del riso “mette fine all’inganno dei prodotti importati spacciati per made in Italy e risponde alle esigenze di oltre il 96% degli italiani che chiedono venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole”.

Quello dell’etichetta d’origine per riso e pasta secondo Coldiretti “è solo un primo passo”, visto che “circa 1/3 della spesa degli italiani resta anonima. Occorre ora estendere la norma alle altre produzioni simbolo del made in Italy come i succhi di frutta e il concentrato di pomodoro le cui importazioni dalla Cina sono aumentate del 43% nel 2016 ed hanno raggiunto circa 100 milioni di chili, pari a circa il 20 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente”.

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