Il mondo ama il cibo italiano, export record nel 2016

In Francia boom spumante (+57%), in Cina formaggi +34%. Bene anche i salumi. Eppure oltre confine l’italian sounding continua a fatturare il doppio del vero made in Italy

38 miliardi di euro per l’export di prodotti agroalimentari italiani nel 2016, è il record di sempre. Piace sempre più il cibo italiano oltre confine, la nostra enogastronomia è sempre più apprezzata, un successo mondiale davvero.

Quasi i tre quarti delle esportazioni, sottolinea la Coldiretti, interessano i Paesi dell’Unione Europea con il mercato comunitario che aumenta il proprio peso grazie a un incremento del 4%, ma il Made in Italy a tavola continua a crescere su tutti i principali mercati, dal Nordamerica all’Asia fino all’Oceania. Solo in Russia l’export continua a soffrire pesantemente gli effetti dell’embargo.

Sempre secondo stime Coldiretti, si conferma il vino italiano il prodotto tricolore più richiesto all’estero, ma anche ortofrutta fresca (5 miliardi e +4%), formaggi (2,4 miliardi e +7 per cento) e olio (che fa segnare un +6%) se la cavano molto bene. Balzo in avanti anche dai salumi, con un +8 per cento.

33465-toscana-salumiOttimi risultati anche dalla birra che conferma la crescita nei paesi nordici, dalla Germania (+6%), alla Svezia (+7%), fino ai pub della Gran Bretagna (+3%), con un vero e proprio exploit nell’Irlanda della Guinness (+31%). Bene anche salumi e prosciutti che spopolano in terre di salsicce come la Germania (+9%) e di hamburger come gli Stati Uniti (+19%), in quest’ultimo caso grazie anche al superamento del blocco durato 15 anni delle esportazioni nazionali in Usa.

Insomma, l’Italia esporta ovunque e i nostri prodotti sono ricercatissimi. “Il record fatto segnare sulle tavole straniere è significativo delle grandi potenzialità che ha l’agroalimentare italiano che traina la ripresa dell’intero Made in Italy”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, che però ricorda anche che all’estero “sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre”. E’ il famigerato italian sounding, prodotti spacciati per italiani ma che di italiano hanno solo il nome. Un fenomeno che però fattura ogni anno il doppio del vero made in Italy.