Made il Italy, al via il piano del governo: aumentare export di 50 miliardi in 3 anni

Al via il piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia. Il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, ha firmato il decreto di attuazione, dando il via agli stanziamenti da 260 milioni di euro che avranno tra gli obiettivi quello di aumentare l’export di 50 miliardi in 3 anni. La misura era prevista nella legge di stabilità. Inoltre il Cda della Cassa depositi e prestiti ha approvato l’aumento delle risorse dedicate al export e internazionalizzazione dai 6,5 miliardi di euro attuali a 15 miliardi di euro (+130%).

Valorizzare l’immagine del Made in Italy nel mondo. Ampliare il numero delle imprese, in particolare le Pmi, che operano sul mercato globale. Espandere le quote italiane del commercio internazionale che hanno visto la bilancia commerciale chiudersi l’anno scorso con un avanzo record di 42,9 miliardi di euro (il miglior risultato in Europa dopo la Germania). Sostenere le iniziative di attrazione degli investimenti esteri in Italia. Questi, informa una nota, i principali obiettivi del Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia per il quale sono stati stanziati 260 milioni di euro e il cui decreto di attuazione firmato dal ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.

Il piano è stato illustrato ieri – nel corso della Cabina di Regia sull’Internazionalizzazione svoltasi al Mise e co-presieduta dal ministro Guidi e dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni – dal viceministro Carlo Calenda. Hanno partecipato i ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, delle Politiche Agricole Maurizio Martina, per il quale «ci sono risorse economiche sei volte più impegnative rispetto a quelle che sono state messe negli ultimi anni proprio per il sostegno alla internazionalizzazione».

Non è la prima volta che le istituzioni italiane si pongono obiettivi ambiziosi in tema di export. All’inizio del 2013 l’Ice aveva presentato un piano che puntava a generare in 3 anni 150 miliardi di euro di export aggiuntivo raggiungendo quota 620 miliardi entro la fine del 2015 tra beni e servizi. A fine 2014 l’export italiano di beni e servizi ha superato di poco i 500 miliardi e dunque resta ben lontano dai 620 miliardi. L’auspicio è che il nuovo piano abbia maggior successo.

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