M5S, incognita voto: enigma alleanze agita movimento

Un piccolo triangolo grigio: nei sondaggi pubblicati a Bruxelles, in vista delle elezioni europee del prossimo 25 maggio, il M5S viene rappresentato come una incognita di difficile collocazione. Una piccola fetta nel classico grafico a forma di torta dove il blu del Ppe ed il rosso del Pse dominano sulle altre cinque famiglie politiche europee.

In base al regolamento del Parlamento di Strasburgo, per formare un gruppo parlamentare sono necessari 25 eurodeputati di almeno sette Stati diversi. Ed e’ proprio questa la variabile che rende difficile, per Bruxelles, collocare il Movimento Cinque Stelle. Così come a Roma, in Europa non c’e’ alcuna idea di quali possano essere gli alleati di Beppe Grillo a livello continentale.

"Non sappiamo che faranno", confessa il portavoce del Parlamento europeo e direttore Media Jaume Dutch Guillot. Ne’ il M5S si sbilancia a proposito, limitandosi a confermare che le alleanze saranno una questione che sara’ affrontata con una consultazione on line.

D’altronde, Grillo ha chiuso le porte ad una intesa con il Front National di Marine Le Pen. La leader francese aumentera’ considerevolmente il numero di parlamentari del suo partito (attualmente sono 3) e si e’ candidata a guidare la destra a Strasburgo. L’ex comico genovese, invece, non ha mai nascosto le simpatie verso l’inglese Nigel Farage.

Si tratta del leader dell’Ukip, partito anti-europeista in testa nei sondaggi in Gran Bretagna. Il prossimo Parlamento europeo presentera’ molte sorprese. Secondo le ultime rilevazioni ufficiali delle stesse istituzioni Ue, circa 65-70 nuovi parlamentari proverranno da partiti che ora non sono presenti in parlamento. Si tratta di una forza del 9%, all’interno della quale il M5S sara’ una delle componenti principali. La "geografia" interna all’emiciclo di Strasburgo, in ogni caso, cambiera’ radicalmente.

Ppe e Pse continuano ad avere un ruolo egemone rispetto agli altri gruppi ma una loro potenziale alleanza per una "grosse coalition" cala dall’attuale 65% dei parlamentari ad un potenziale 55%. I motivi sono legati al calo dei Popolari. In base ai sondaggi Ue, i due partiti sono divisi da una decina di deputati di differenza (215-205) ma la partita e’ molto aperta. In crescita vengono rilevati, oltre ai socialisti, il gruppo del Gue. Il boom, pero’, come detto, e’ quello dei "nuovi". Saranno anche loro a risultare determinanti nei nuovi equilibri europei.

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