M5S, Grillo alla guerra delle firme: rischiamo 6-7milioni di voti

Un attacco a testa bassa sulla data delle elezioni e nessuna replica alle accuse dei dissidenti. Beppe Grillo si concentra sulla raccolta di firme del M5S per partecipare alle politiche e spara a zero contro Monti e Napolitano, colpevoli, a suo dire, di voler fissare le elezioni a febbraio per impedire al Movimento di parteciparvi e di fargli comunque perdere tra i 6 e i 7 milioni di possibili elettori. Il leader ‘a cinque stelle’ sorvola sulla ‘grana emiliana’, la fronda interna che si e’ formata attorno a Giovanni Favia e Federica Salsi: i due espulsi stanno aprendo una vera e propria frattura nel Movimento in Emilia Romagna. E’ la Regione dove il M5S ha ottenuto i primi successi di rilievo ma nella quale sta accusando anche qualche battuta d’arresto: il gruppo consigliare comunale di Parma (dove il M5S ha vinto le elezioni) chiede a Grillo ‘chiarimenti sul perche’ di alcune scelte e delle conseguenze’ delle espulsioni di Salsi e Favia. Lo stesso Favia sta valutando la possibilita’ di continuare ad usare il logo ‘a cinque stelle’, malgrado l’inibizione legale di Grillo. Il consigliere regionale replica al suo ex mentore (senza citarlo): ‘Chi scrive da fuori regione seduto davanti al suo pc, non si puo’ rendere conto del legame con la base’. La cosiddetta ‘grana emiliana’ fa sentire il suo peso nei sondaggi: il M5S resta sempre il secondo partito, dietro al Pd, ma cala leggermente a poco piu’ del 17%.

Il blogger genovese prosegue sulla sua strada. L’obiettivo sono il ministro ‘Cancellieri, Rigor Montis e Napolitano’ che vogliono dar luogo ad ‘elezioni truffa’ per impedire al M5S di partecipare alle politiche. Con il voto a febbraio – spiega Grillo – ‘ottengono in un sol colpo due risultati’: lasciano al Movimento soltanto ‘tre settimane sotto le feste natalizie per raccogliere decine di migliaia di firme, verificarle e quindi consegnarle al tribunale di competenza’. E – aggiunge – ‘sottraggono due mesi di campagna elettorale al M5S nelle piazze e in Rete’. Un modo – dice – per favorire gli ‘altri partiti’ che ‘non ne avranno alcun danno’ perche’ ‘fanno propaganda permanente, h24, in televisione e sui giornali’.

‘Il voto d’inverno – accusa il blogger genovese – fara’ aumentare gli astenuti chiusi in casa e senza il M5S 6/7 milioni di italiani che lo voterebbero non si presenteranno ai seggi’. ‘Il prossimo Parlamento – aggiunge – nascerebbe delegittimato, morto, senza opposizione e senza una reale rappresentanza’. ‘Napolitano, Monti, Bersani pensate veramente che un governo con un Parlamento eletto dal 30/40% degli elettori possa durare piú di qualche mese? Un Parlamento in bianco’, aggiunge. E’ il via ufficiale al ‘Firma day’, il tour di Grillo in giro per l’Italia per promuovere i banchetti di raccolta delle firme. E’ ‘l’undicesima fatica d’Ercole’ per poter partecipare al voto ma, di fatto, e’ anche il via alla campagna elettorale ‘a cinque stelle’ nelle piazze italiane. Un po’ come avvenne in Sicilia, quando Grillo ha riempito le piazze ed il M5S a sorpresa e’ risultato il primo partito dell’isola.

Insomma, Grillo punta tutta l’attenzione sul ‘bersaglio grosso’, quello di Monti e Napolitano, per lanciare la sua campagna elettorale ma, forse, anche per distogliere le attenzioni dalla ‘fronda emiliana’. 

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