M5S, espulsi in stand by: dimissionari danno battaglia

In attesa che il drappello di espulsi del M5s trovi i numeri per costituire un gruppo autonomo al Senato, i senatori che hanno presentato polemicamente la richiesta di dimissioni da parlamentare confermano di voler restare nel gruppo per lavorare, da dentro, alla democratizzazione del Movimento. E’ anche la loro una sfida a faccia aperta contro quelle che definiscono storture alle regole democratiche del Movimento: resteranno nel gruppo, dicono, per difendere la rivoluzione a Cinque Stelle. Con un occhio agli equilibri che si creeranno al voto per la nomina del prossimo capogruppo M5s al Senato. Quello attuale, Maurizio Santangelo, scadra’ infatti ad inizio aprile: quando e’ stato eletto a gennaio e’ passato al ballottaggio per soli 3 voti di differenza sul contendente Maurizio Romani. Lo stesso senatore che figura tra i 5 che hanno chiesto di dimettersi e che oggi ha confermato la sua intenzione di restare a lavorare per il Gruppo se il Senato respingera’ la sua richiesta di dimissioni. Se cosi’ non sara’ "tornero’ a fare il medico. Se invece il mio messaggio verra’ compreso, allora potro’ ritirarle e continuare a fare il mio lavoro di senatore a 5 Stelle" assicura.

Sulla stessa linea anche le sue colleghe ‘dimissionarie’ Maria Mussini, Monica Casaletto, Maurizio Romani, Alessandra Bencini e Laura Bignami e la senatrice Cristina de Pietro che stava valutando se seguire il loro passo. "Le motivazioni delle mie dimissioni sono identiche a quelle di Romani: antepongo alle 5 stelle solo morale e democrazia. Mi rimetto all’Aula certa che sara’ sicuramente democratica" dice infatti Bencini. Sempre che l’ala intransigente del gruppo glielo lasci fare.

Ieri il capogruppo Santangelo aveva fatto pressione sui dimissionari affinche’ chiarissero la loro posizione. Di certo anche la vicenda del sindaco di Parma Pizzarotti segnala che dai vertici del Movimento arriva l’indicazione a sbarazzarsi ora delle figure che rischiano di creare correnti di dissenso nel Movimento. La questione con il sindaco e’ comunque tamponata: in modo molto ‘politico’. C’e’ stata un chiarimento tra il sindaco e e Beppe Grillo grazie alla mediazione di Luigi Di Maio.

"Si continua a fare polemica sul nulla" taglia corto Pizzarotti finito nel mirino dei vertici pentastellati non solo per il raduno non autorizzato dei candidati sindaci che rischiava di aprire la strada a candidature non vagliate dalla struttura. Ci sarebbe infatti il timore che l’incontro potesse essere utilizzato anche per testimoniare vicinanza ai senatori espulsi. Insomma che Pizzarotti, su cui pesa anche il fallimento sulla vicenda dell’inceneritore e il fatto che abbia presentato un suo libro con Civati e Casson, possa diventare il riferimento politico di una corrente protestataria.

Intanto parte lunedi’ il "Sospeso tour", un’iniziativa che portera’ in giro per l’Italia i deputati M5S sospesi per gli incidenti alla Camera dello scorso gennaio. Si parte in autobus da Torino per arrivare a Trapani facendo tappa nelle principali citta’ italiane; poi, i parlamentari si daranno il cambio ed un nuovo gruppo partira’ dal Sud alla volta del Nord.