Lusi, Senato dice sì all’arresto: l’ex tesoriere della Margherita a Rebibbia

Il Senato dice sì all’arresto di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita: 155 voti a favore, 3 contrari e 1 astenuto. Questo il risultato delle votazioni annunciato dal presidente Schifani in Aula. Successivamente dal tabulato e’ emerso un errore di lettura, registrando 155 voti a favore, 13 contrari e 1 astenuto: è dunque questo il risultato ufficiale della votazione. In ogni caso, con voto palese, l’Aula di Palazzo Madama ha concesso l’autorizzazione all’arresto del senatore Pd, coinvolto nello scandalo dei fondi elettorali della Margherita usati a proprio piacimento. Il PdL ha scelto di non partecipare al voto.

Dopo il voto del Senato che ha sancito il suo arresto, Lusi andra’ nella sua villa di Genzano in compagnia degli avvocati in attesa dei militari della Guardia di finanza che dovranno eseguire la misura cautelare firmata il 3 maggio scorso dal gip del tribunale di Roma, Simonetta D’Alessandro. Lusi e’ destinato ad andare nel carcere di Rebibbia, ritenuto dai difensori piu’ confortevole di Regina Coeli. "Andiamo a Genzano ed attendiamo l’ordine di esecuzione – ha spiegato l’avvocato Luca Petrucci – Cosi’ come il nostro assistito ha sempre affermato, siamo pronti a dare immediatamente esecuzione alla decisione assunta dal Senato".

Dopo il voto dell’assemblea del Senato, Lusi ha chiesto al commesso di avere il tabulato delle votazioni. Dopo aver guardato con attenzione il documento e averne sottolineato delle parti, ha rimesso tutte le sue carte nella borsa e ha lasciato, senza salutare nessuno, l’Aula di Palazzo Madama, non prima però di avere dichiarato di essere “una persona che sta vivendo un incubo, esigo rispetto”. 

Secondo Luigi Lusi Francesco Rutelli non ha votato nell’Aula del Senato. "Ha avuto la decenza di non farlo", ha riferito Lusi ai cronisti. "Lo ha fatto Bianco e questo e’ incredibile", ha sottolineato l’ex tesoriere della Margherita, riferendosi alle votazioni sulla richiesta di arresto nei suoi confronti. 

MARONI, ARRESTO E’ SEMPRE BRUTTO MA COSI’ DOVEVA ANDARE "E’ andata come doveva andare". Cosi’ Roberto Maroni ha commentato con i cronisti alla Camera il si’ del Senato alla richiesta di arresto di Luigi Lusi. "L’arresto e’ sempre una brutta cosa", ha spiegato il leader della Lega, "ma non c’era alternativa". Quanto a Lusi, ha poi aggiunto, "ha sbagliato a non dimettersi sapendo che la richiesta di arresto sarebbe stata approvata visto che il Pdl non votava".

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