Lusi, Giunta vota martedì su arresto: tra sospetti e veleni

‘Mi aspetto che domani il relatore presenti la propria proposta e che la Giunta voti. Del resto, ci occupiamo del tema da un mese e ognuno ora deve assumersi la propria responsabilita”. Le parole di Marco Follini, presidente della Giunta per le Autorizzazioni del Senato, non danno adito a dubbi: domani alle 10 la Giunta dovra’ decidere sulla richiesta di arresto avanzata dal Gip di Roma per l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi. E non ci saranno proroghe. Su Lusi una decisione doveva essere gia’ presa dalla Giunta lo scorso 31 maggio; ma allora, a sorpresa, il relatore Giuseppe Saro (Pdl) aveva chiesto un rinvio per poter acquisire anche l’interrogatorio della segretaria di Lusi, Francesca Fiore, anche in seguito alla presentazione di una ulteriore memoria difensiva. Una richiesta di rinvio che non era per nulla piaciuta a Follini, che promise quello che oggi assicura: ‘il 12 giugno si vota senza indugi e non accettero’ nuove manovre dilatorie’.

Domani la Giunta arriva al voto dopo l”assoluzione’ di un altro senatore, Sergio De Gregorio del Pdl, per il quale pure la magistratura aveva chiesto l’arresto. Un voto fortemente contestato da Lega e Idv, che in sintonia hanno adombrato il sospetto, condiviso anche dallo scrittore Roberto Saviano, di un baratto, di un ‘voto di scambio’ tra Pd e Pdl (Roberto Maroni ha parlato senza mezzi termini di ‘collaborazionismo’) per ‘salvare’ con De Gregorio anche l’ex tesoriere della Margherita: un’insinuazione respinta con sdegno tanto dai democratici quanto dal partito di Alfano e Berlusconi. Sulla decisione della Giunta di domani pesano anche le motivazioni con cui il Gip, nei giorni scorsi, ha respinto l’istanza di scarcerazione per Lusi. In una cinquantina di pagine, i magistrati romani hanno parlato di un ‘gravissimo sistematico saccheggio’ dei fondi della Margherita da parte di Lusi che domani dovra’ affrontare il primo verdetto; dopodiche’, la parola sulla sua liberta’ passera’ all’Aula di Palazzo Madama.

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