“L’unica arma contro l’AIDS è l’informazione”

“Perché solo il 35% dei ragazzi usa abitualmente il preservativo e tuttora c'è tantissima disinformazione sulle modalità di trasmissione del virus”

I decessi per Aids si sono ridotti nell’ultimo decennio del 42%, ma ad oggi sono ancora 36 milioni in tutto il mondo le persone affette dal virus, 25 milioni dei quali solo nell’Africa subsahariana, e meno della metà di essi non ha accesso alle cure. E per quanto riguarda solo l’Italia “ogni anno si registrano 4mila nuovi casi di contagio di Aids. Questo vuol dire – spiega la senatrice Nerina Dirindin, di Mpd – che le persone non si tutelano come si deve e che c’è un numero preoccupante di persone che propagano inconsapevolmente il virus” Motivo per cui “bisogna sostenere maggiormente la componente sanitaria con la componente sociale del problema: contrastare la solitudine, lo stigma. E il terzo campo su cui bisogna intervenire è la prevenzione: negli ultimi anni sembra esserci abbassata la guardia e le istituzioni devono assumersi in prima persona la responsabilità di intervenire con i propri mezzi”.

E’ a proposito di questa emergenza silenziosa che il Senato ha impegnato oggi il governo (che ha già elaborato a fine 2016 un nuovo piano nazionale ad hoc) al rispetto di una serie di mozioni e ordini del giorno, provenienti da tutti i lati dell’emiciclo di palazzo Madama. Si chiede così che il governo si impegni a promuovere nelle scuole la conoscenza delle patologie sessualmente trasmesse, a promuovere la pubblicità progresso a scopo divulgativo; a prevedere punti informativi nelle Asl; a concretizzare il piano nazionale contro l’Aids. A finanziare interventi pluriennali relativi a prevenzione e ricerca. Ariferire annualmente al Parlamento sull’attuazione delle strategie per fronteggiare l’Hiv; a ridurre l’Iva sui profilattici; a rivedere i criteri per il trattamento pensionistico assistenziale in favore dei soggetti affetti da immunodeficienza; a valutare il corretto uso dei fondi regionali; a garantire l’anonimato del test Hiv. Informazione e sensibilizzazione sono dunque le parole chiave: “La scuola deve essere chiamata a fare la sua parte, favorendo l’inserimento di quei bambini che hanno contratto l’Aids e che hanno tutto il diritto alll’istruzione e all’inserimento” spiega il leghista Nunziante Compagno.

E “l’unica arma è informare, ovunque, nei media, perché solo il 35% dei ragazzi usa abitualmente il preservativo e tuttora c’è tantissima disinformazione sulle modalità di trasmissione del virus. Siamo di front a una indifferenza gravissima e una subalternità alla grande industrie farmaceutiche e ad alcuni precetti religiosi”. Attacca il grillino Alberto Airola. E il sottosegretario alla Salute Davide Faraone assicura: “Continueremo ad operare per mantenere costante l’attenzione, la prevenzione, la ricerca e la diagnosi e la tutela delle persone infette, con la facilitazione dell’accesso al test e alle cure, coordinare i piani di intervento a livello regionale. Oggi ancora troppe persone sono infette senza sapere di esserlo, non agendo dunque né curare se stessi né per evitare il propagarsi del virus”.

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