Lucia Annunziata sta con Mineo. Ma ‘metodi fascisti’? – di Leonardo Cecca

Una volta mi meravigliavo quando qualche illustre personaggio, forse per un colpo di sole, sbarellava; ma ora, specialmente per quelli della sinistra chic, lo sbarellamento sembra che sia diventato un vizio quotidiano, non ci si fa più caso. L’ultimo, solo per ora, nel momento in cui scrivo, è quello dell’illustre giornalista Lucia Annunziata la quale si schiera con Corradino Mineo che è stato rimosso dalla Commissione Affari Costituzionali per far guadagnare al Pd la maggioranza sulla riforma del Senato e dà ragione ai 13 senatori che si sono sospesi in segno di solidarietà con Mineo.

Non entro nel merito della difesa assunta dalla giornalista, che tra l’altro condivido, ma trovo obbrobrioso e fuori luogo affermare che il Pd usa metodi fascisti. Orbene è arcinoto che la dotta giornalista è una simpatizzante della sinistra e, pertanto, con un minimo di obiettività e di serietà avrebbe potuto ben definire i metodi del Pd metodi “comunisti” (le purghe di Stalin non ci dicono niente?), quindi coerenti con le loro origini, visto che nel partito comunista il Pd ha le sue origini. Che la sua completa vocazione per la sinistra ed il caldo di questi giorni le abbiano giocato un bruto scherzo, tale da farle dimenticare certe usanze?

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