Londra fuori dall’Europa, gli inglesi hanno scelto – di Leonardo Cecca

L’Inghilterra con un referendum ha decretato la sua uscita dalla Ue e ciò ha causato malumori con tanto di stracciarsi di vesti e di presagi funesti (alla fin fine tutta benzina sul fuoco delle speculazioni in borsa) da parte di chi veramente conosce gli aspetti più reconditi di tutto, cioè dei sapientoni da fiera paesana.

Nella mia ignoranza, ma condita da onesta riflessione, pur sapendo di far sbavare di rabbia molti, ritengo che con il referendum gli inglesi abbiano dimostrato di essere stufi di mantenere un carrozzone, che fino ad oggi ha sperperato denaro a fiumi ed ha legiferato soltanto su fesserie, le disposizioni sulle misure di alcuni ortaggi e frutti ne sono la prova lampante.

Come se ciò non bastasse la nostra agricoltura è stata fortemente penalizzata, anche perché i nostri rappresentanti a Bruxelles non sono mai stati all’altezza del compito assegnato e delle prebende ricevute.

Siamo ancora talmente retrogradi da avere un capo del governo che giorni or sono ha equiparato l’Inghilterra fuori dall’Europa come un’isola indifesa, dimostrando in tal modo quanta ignoranza e/o stolta propaganda ha in testa. Nella sua faciloneria ha dimenticato, ma forse non lo sa, che l’Italia non regge il confronto con l’Inghilterra su tutto, tranne che sulle chiacchiere.

Ebbene, nonostante la continua ricerca di visibilità, le panzane sparate e fatte, non ultima il conferimento di una medaglia d’oro ad uno che si è macchiato dell’omicidio di decine di reclusi, si continua a pendere dalla labbra della marionetta manovrata dal burattinaio Napolitano. Vabbé, sono democraticamente e politicamente corretti e definendosi tali sono contenti e si sentono appagati.

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