Londra 2012, judoka saudita in gara: ma solo se toglie il velo

(120724) -- LONDON, July 24, 2012 (Xinhua) -- A staff member checks facilities at the fencing venue in ExCel in London, Britain, July 24, 2012. As one of Europe's largest and most versatile exhibition spaces, ExCel is the largest competition venue at the Games and its five arenas will host sports events of boxing, fencing, judo, table tennis, taekwondo, weightlifting and wrestling. (Xinhua/Zeng Yi)(zgp)

Rischia di sfumare gia’ prima di cominciare il sogno olimpico della 18enne Wodjan Ali Seraj Abdulrahim Shahrkhani, una delle due sole atlete donne dell’Arabia Saudita che, per la prima volta nella storia del paese, prenderanno parte a Londra 2012. Infatti la Shahrhrani non potra’ partecipare al torneo olimpico di judo se non togliera’ il velo ‘hijab’ con cui e’ arrivata a Londra e con il quale e’ abituata a competere nelle gare finora disputate (a livello continentale), nella categoria dei +78 kg. Se non accettera’ di farlo, non potra’ gareggiare. Lo ha ribadito ancora il presidente della Federazione internazionale di judo Marius Vizer, che aveva annunciato la decisione nel corso del sorteggio delle gare di judo. ‘Questa atleta dell’Arabia Saudita vuole partecipare al torneo – ha detto Vizer – ma deve farlo rispettando i principi e lo spirito del judo, quindi senza velo’. Ora la decisione spetta all’atleta stessa ed al comitato olimpico del suo paese. Se scendera’ sul tatami, dovra’ vedersela con la portoricana Melissa Mojica, n. 13 del ranking mondiale.

Il problema e’ che al momento di autorizzare la storica presenza di atlete donne dell’ultra-conservatrice Arabia Saudita ai Giochi di Londra, il Principe Nawaf ben Faysal, presidente del comitato olimpico, aveva chiarito di esigere che le donne del suo paese gareggiassero ‘vestite secondo il precetto islamico’ e che venissero accompagnate, e costantemente seguite, ‘da almeno un parente prossimo’. Infatti le donne saudite non possono viaggiare all’estero se non sono accompagnate da un parente maschio o da un tutore ufficiale. Nel caso della judoka Shahrkhani c’e’ a Londra suo padre, autentica ‘ombra’ della figlia. Ora la ragazza viene descritta come indecisa, consapevole com’e’ di poter avere problemi al rientro in patria se dovesse competere senza hijab.

L’altra saudita in gara a Londra e’ la 19enne mezzofondista Sarah Attar, iscritta agli 800 metri. Studia alla Pepperdine University, si allena a San Diego e ha la doppia nazionalita’, essendo anche statunitense. In passato ha avuto problemi con il comitato olimpico saudita per aver gareggiato con un body aderente, e senza velo, in gare universitarie in cui ha rappresentato il team del suo ateneo. Poi pero’, vista dell’Olimpiade e dopo l’invito ufficiale del Cio, e’ stata ‘perdonata’.

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