Londra 2012, Beatrice Vio: lo sport è la migliore terapia

Sara’ tedofora alle Paraolimpiadi 2012 a Londra e ha come obiettivo quello di vincere ai giochi a Rio de Janeiro, nel 2016. La giovane promessa dello sport paralimpico italiano Beatrice ‘Bebe’ Vio, 15 anni, tre anni fa ha subito l’amputazione degli arti inferiori e superiori per le complicazioni di una meningite e ha continuato a fare scherma, la sua passione.

‘Ero una normalissima ragazza che faceva scherma – ha raccontato durante una manifestazione all’Ambasciata Britannica a Roma, in occasione dei cento giorni alle Paraolimpiadi – Nel 2008 una malattia mi ha portato all’amputazione degli arti ma appena uscita dall’ospedale, il giorno prima del mio compleanno, ho voluto subito riprendere ad allenarmi’. Per i giochi di Rio vuole prepararsi sia in scherma sia in atletica: ‘Sara’ un po’ difficile perche’ non ho mai praticato atletica – spiega la ragazza di Mogliano Veneto – ma voglio farlo, anche solo per partecipare’. Come schermitrice, invece, Bebe vuole vincere. La grinta non le manca di certo: spigliata, sorridente, stamani ha premiato, insieme con l’ambasciatore britannico Christopher Prentice, ragazzi e ragazze delle scuole del Lazio che si sono cimentati in esibizioni sportive. ‘Mi diverto tantissimo a fare queste cose – ha commentato – mi piacciono tanto i bambini’. ‘Credo moltissimo nello sport – ha aggiunto – sono certa che l’attivita’ sportiva sia una terapia efficace piu’ che ogni medicina’.

Essere stata scelta per portare la fiaccola alle Paralimpiadi di Londra la emoziona molto: ‘Quando me l’hanno detto non ci credevo’, dice sorridendo. L’unica atleta al mondo a praticare la scherma con protesi a tutti e quattro gli arti lancia infine una speranza per il prossimo futuro: ‘I Giochi Olimpici e Paraolimpici saranno ancora per poco separati – dice – A mio parere tra non molto si potra’ gareggiare a un unico evento mondiale’.

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