Lombardia, Vittorio Feltri: ‘Se fossi Formigoni mi dimetterei’

Vittorio Feltri, direttore editoriale de ‘il Giornale’, è stato ospite ieri a “Otto e mezzo”, trasmissione di attualità e approfondimento politico diretta da Lilli Gruber su La7.

Si è parlato, fra le altre cose di Fiom, di Tav, di Regione Lombardia, di Alfano e del processo Dell’Utri.

FIOM Secondo Feltri la Fiom “è un sindacato e come tale può fare il suo dovere. Certo, non è un’opposizione al governo, ma un gruppo di pressione di cui si deve tener contro. L’opposizione si fa in Parlamento e in Parlamento l’unico gruppo di minoranza oggi è la Lega. Può piacere o no, ma la sua opposizione non può essere negata, è l’unica che c’è”.

TAV “I No Tav? Alcuni di loro si sono distinti con manifestazioni di violenza, lo abbiamo visto anche in questi giorni”. Inoltre “sono convinto che opporsi a un treno sia incomprensibile nel 2012: i francesi hanno accettato il treno veloce senza strane storie, qui in Italia invece pare che il treno sia un diavolo che mette in difficoltà tutta la valle e le attività turistiche. Un tempo venivo a Roma in aereo, ora vengo in treno in 3 ore, non mi sembra una cosa terribile”.

RICCARDI “Il ministro Riccardi ha detto una cosa sacrosanta, ma detta da un ministro che ha preso un piatto e ci sputa sopra… Allora si dimetta dal dicastero di cui è responsabile, se la politica gli fa schifo”.

REGIONE LOMBARDIA “Se fossi Formigoni mi dimetterei. I milanesi vogliono fare chiarezza e lo possono fare solo col voto”.

ALFANO E MONTI Alfano ha fatto bene a non andare all’incontro con Monti e i segretari di Pd e Udc? "Penso che su certi temi si debba trovare un accordo. In un Parlamento come questo, con maggioranza innaturale, se si tratta di riformare la giustizia ci vuole per forza un accordo. Stabiliamo quali sono i compiti di questo governo: deve occuparsi di economia e di mettere i conti in ordine, oppure può occuparsi di tutti i temi? Vogliamo fare la riforma della giustizia? Penso che i partiti della maggioranza possano confrontarsi e tirar fuori un accordo, altrimenti Monti crolla e sarebbe un guaio dal mio punto di vista”.

BERLUSCONI E DEBITO PUBBLICO “Il conto che ha lasciato Berlusconi è lo stesso che ha ricevuto. Il debito pubblico è un problemaccio che ci trasciniamo dietro da almeno un ventennio. Sostenere che l’Italia non abbia avuto problemi gravi anche in passato è un falso storico”.

DELL’UTRI “Il processo a Dell’Utri si deve rifare perché la Cassazione ha trovato dei punti deboli nella sentenza che ha dovuto analizzare. In Cassazione arrivano magistrati esperi. Mi auguro che stavolta di tratti di una giusta decisione. Del resto rifare il processo e’ meglio di emettere un verdetto sbagliato. In ogni caso la giustizia italiana è lentissima e il tema andrebbe affrontato, ma ogni volta che si prova a farlo c’è sempre qualche nervo scoperto della magistratura che non permette risolvere questa grana enorme".

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