Lombardia, effetto voto: scontro Formigoni – Pd

Fosse stato un altro giorno, si sarebbe trattato solo dell’ennesimo scambio di colpi fra eterni duellanti. Oggi pero’, in Lombardia, ci si sono messe anche le cifre della sconfitta elettorale del centrodestra alle comunali a riaprire lo scontro sul futuro politico di una regione non piu’ roccaforte inespugnabile di Pdl e Lega. Le opposizioni di centrosinistra hanno usato il risultato di ieri per invocare il voto anticipato, rilanciando quella richiesta di dimissioni al presidente Roberto Formigoni gia’ ripetutamente formulata dopo gli scandali giudiziari sul Pirellone e rinforzata adesso anche dalla convinzione che gli elettori ‘hanno voltato le spalle’ a quello che fu l’asse Berlusconi-Bossi. Ma il governatore, ancora una volta, ha risposto per le rime, anzi di piu’: ‘E’ ridicolo – ha detto stamani -. Sono disposto a parlare di politica, ma di fronte a dei buffoncelli e’ impossibile ragionare’.

Attorno a quel ‘buffoncelli’ ha finito cosi’ per avvitarsi il dibattito politico in Consiglio regionale, dove gli schieramenti hanno iniziato a riflettere sugli scenari che la mappa del voto sta disegnando. Per Formigoni e il centrodestra si va avanti come negli ultimi 17 anni, anche perche’ nessuna regola formale impone un passo indietro a una legislatura che davanti a se’ ha ancora un triennio di mandato. ‘Formigoni non riesce neanche a essere simpatico’, ha replicato all’epiteto il segretario del Pd lombardo, Maurizio Martina: ‘Abbiamo cambiato l’equilibrio politico in regione, non ha piu’ una maggioranza di cittadini che lo sostiene, bisogna votare subito’.

Ma ‘ieri – ha osservato il governatore della Lombardia – non si e’ presentato al voto Formigoni. Su Formigoni un giudizio di grande fiducia gli elettori lo hanno dato nel 2010, con oltre 23 punti di distacco dalla sinistra’. Per questo ha assicurato di voler onorare il mandato fino in fondo, chiedendo: ‘E’ mai successo nella storia sessantennale della nostra Repubblica che un livello di governo qualsiasi si sia dimesso per i risultati di elezioni di altri livelli di governo?’. Poco importa che il Pd Franco Mirabelli gli abbia risposto che ‘si’, lo ha fatto il governo D’Alema’, perche’ nonostante la vivacita’ delle dichiarazioni, probabile e’ che lo scambio di colpi non incoroni a breve un vincitore. Pd, Idv e Sel vogliono presentare una mozione di sfiducia. Ma perche’ passi occorre che qualcuno della maggioranza ‘tradisca’.

Gia’ oggi si e’ trasformata in una battaglia formale in Aula la discussione sulla mozione promossa dall’Idv Stefano Zamponi e sottoscritta da tutta la sinistra per ottenere che Formigoni riferisca dopo gli scandali nella sanita’. Bocciata. ‘Noi non ci sottraiamo al confronto – ha detto il capogruppo Pdl, Paolo Valentini -, ma non vogliamo ridicolizzare la discussione andando dietro al gossip’. Due ore di dibattito se ne sono comunque andate. ‘E’ surreale’, ha chiosato il capogruppo dell’Udc, Giammarco Quadrini, chiedendo di riflettere sulla situazione economica e dando corpo a un timore poi non tanto circoscritto. Che il ‘duello’ finisca per paralizzare l’attivita’ legislativa.

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