Lombardia, Boni non si dimette: ‘Sono innocente’. Maroni: ‘Buona notizia’

Davide Boni non ha alcuna intenzione di dimettersi, perché – dice – è “innocente”. Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia travolto da un’inchiesta per un presunto giro di tangenti, si e’ presentato questa mattina nell’aula consiliare del Pirellone, ma anziche’ sedersi sullo scranno riservato al presidente, si e’ sistemato insieme al gruppo del Carroccio. Dopo la decisione della segreteria politica della Lega Nord di giovedi’ scorso sull’opportunita’ per Boni di chiarire la propria posizione in aula, il dirigente del Carroccio ha consegnato a tutti i consiglieri una lettera per assicurare che non e’ sua intenzione dimettersi. Presiede la seduta il vecepresidente del Consiglio regionale, Carlo Safiotti.

Boni, indagato per corruzione dalla Procura di Milano, ha scritto una lettera ai membri dell’Assise spiegando che e’ totalmente estraneo alle accuse mosse dai Pm e che non fara’ un passo indietro.

“Innocente”, dunque: "Sono sereno, e’ tutto scritto sulla lettera, che e’ quello che avrei detto in aula e di piu’ non posso dire", spiega ai giornalisti lasciando il Pirellone. “La richiesta delle mie dimissioni – aggiunge – e’ del tutto strumentale perche’ mai nulla e’ stato sollevato nei miei confronti, nei confronti dei miei assessori o di atti della Giunta".

Nella sua lettera, fra le altre cose, Boni scrive: “Non mi sentirete parlare di complotti, ne’ tanto meno di critiche ad uso strumentale della giustizia da parte dei magistrati. Ho sempre avuto rispetto per il loro operato e non vedo perche’ dovrei cambiare opinione in questo momento”. Tuttavia, “ho diritto di difendermi”.

“Si parla di somme di denaro ricevute, ma sfido chiunque a trovare anche un solo euro nelle mie tasche, che non sia frutto del mio lavoro o, per quanto riguarda il mio partito, che non sia frutto di versamenti o elargizioni ufficiali e dettagliatamente documentabili”.

Il fatto che Boni abbia deciso di non dimettersi è “una buona notizia” secondo Roberto Maroni, mentre il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, si dice "amareggiato per il quadro che sta uscendo" dopo gli scandali che hanno colpito in particolare il Consiglio e che hanno visto via via coinvolti prima Filippo Penati, poi Nicoli Cristiani e ora Davide Boni. "I lombardi – ha sottolineato Formigoni – sono persone di buon senso e come me sono amareggiati e addolorati per il quadro che sta venendo fuori". Per ciò che riguarda il caso Boni “il quadro accusatorio è grave – ha aggiunto – ma lasciamo che sia la magistratura a emettere giudizi”.

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