L’olio Italiano come il petrolio – di Emanuele Esposito

Olives and Olive Oil --- Image by © Rick Souders/Index Stock/Corbis

L’olio e’ la risorsa più ricca che noi italiani abbiamo. Oltre ad essere la base della cucina mediterranea, senza l’olio extravergine d’oliva non potrebbe nemmeno esistere la Cucina Mediterranea Italiana. Eravamo il primo produttore nel mondo di questo oro in tavola, spaventosamente per logiche comunitarie e per la mancanza di manodopera siamo costretti ad importare l’olio dai Paesi vicini, alterando così sia il vero gusto della nostra tradizione, ma anche vendendo una cosa per un’altra.

Il Ministero delle Politiche Agricole non ha ancora capito la ricchezza agroalimentare che abbiamo e che dobbiamo salvaguardare: siamo poco incisivi a livello comunitario, non si può e non si deve scendere a patti quando la nostra economia è in bilico e vogliono stravolgere la nostra vera identità.

Dalle quote latte al tonno e altri parametri imposti al nostro Paese, hanno praticamente distrutto la nostra vera risorsa, in cambio di cosa? Di qualche contributo a fondo perduto. Quanto in realtà abbiamo guadagnato e quanto abbiamo perso? Tutto ciò siamo certi che abbia portato ad un miglioramento della nostra economia?

Perchè ci ostiniamo a non capire e a non accettare che l’Italia è un Paese venuto dalla terra e dalla terra abbiamo costruito la nostra identità, siamo cresciuti, almeno fino alla mia generazione, nelle campagne; oggi pochi sanno come piantare una piantina di pomodori, pochi sanno che per avere un buon olio le olive devono essere raccolte non prima e non dopo, ma al momento giusto, altrimenti si rischia di avere o un olio troppo dolce e con molta acidità, o un  olio praticamente come l’acqua.

Se facciamo un giro per l’Italia, anche attraverso le grandi autostrade, ci rendiamo conto che e’ come guidare nel deserto, in particolare verso il Sud ci renderemo conto che ci sono chilometri e chilometri di terreno abbandonato a se stesso; perchè non sfruttare quella terra?

Ritorniamo alla terra! Il ministero delle politiche agricole invece di regalare fondi a Tizio e Caio, faccia una campagna di sensibilizzazione e programmi seri per il ripristino delle nostre terre, creando delle aziende agricole sotto il controllo dello Stato. Non è socialismo, e’ Unita’ d’Italia e salvaguardia della nostra identità, la nostra terra che ci ha sfamato con il sudore non ci ha mai abbandonato, e lì che aspetta di essere amata, coltivata; la natura come gli animali non si rivolta mai contro l’uomo se la si rispetta, il problema è che forse noi abbiamo perso anche il rispetto di noi stessi. Salviamo la nostra nazione, salviamo l’olio Italiano e tutti i nostri ingredienti, torniamo alla terra.

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