Lola, la ginnasta con un segreto – di Roberto Zanni

Chi osserva Lola Walters, ragazzina di 13 anni che vive in California e ha la passione della ginnastica, può solo apprezzare le sue qualità in pedana: corpo libero o parallele, trave, non importa l’esercizio, perchè Lola è davvero una atleta promettente, se ne sono accorti tutti, anche i giudici delle competizioni alle quali partecipa. Compresa l’ultima gara alla quale ha preso parte: l’American Gymnastics Academy Long Beach Open. Ma c’è una cosa che i giudici non sapevano, e nemmeno il pubblico che l’ha applaudita: Lola Walters infatti è legalmente non vedente, affetta da un disturbo chiamato nistagmo che in definitiva provoca un movimento continuo dei bulbi oculari, così che chi ne è affetto vede doppio e non riesce a calcolare con precisione le distanze. Sì, perchè la tredicenne della California non vuole che si sappia, e in particolare chi la deve giudicare per i suoi esercizi: «La maggior parte delle persone con le quali competo – racconta – non sanno che sono differente da loro. E voglio che tutto resti così, perché se non lo sanno, avversarie e giudici, non possono valutarmi in maniera differente». Lola a volte è costretta a usare il tatto, con le mani o con i piedi, per supplire alla sua incapacità di sapere esattamente dove saltare o dove effettuare i contatti. Se vede doppio supplisce con il tatto. «Gli esercizi in pedana – spiega – non sono differenti per me, ma con la trave (che è larga 10 centimetri), dove per chiunque è difficile camminare, senza parlare poi di saltare, è più complicato, così che quando comincio a vederne due di travi, invece di una come è nella realtà, devo concentrarmi veramente sui miei piedi». Anche alla sbarra non è facile per Lola, ma sempre più semplice rispetto alla trave: «Ormai ci sono abituata, so dov’è e so quanto devo saltare per raggiungerla». 

Nonostante tutto però capita, specialmente in allenamento, di cadere e a volte gli infortuni possono essere anche seri, ma non per questo Lola si lascia intimidire. E la sua storia, prima ancora di arrivare alla  ginnastica e al suo disturbo, è particolare: la mamma, Beth, l’ha adottata quando aveva due anni, da un orfanotrofio in Bulgaria. È stato come un colpo di fulmine quando Beth ha visto la foto di Lola nella website dell’orfanotrofio. «Mi sono divorziata quando avevo 32 anni – racconta la mamma – e anche se sono stata sempre interessata a una adozione internazionale a quel tempo solo casualmente ho effettuato la ricerca. Ma quando ho visto la sua foto, sapevo che sarebbe diventata mia figlia. Credo sia stato un intervento divino, mi sentivo come se non avessi controllo su quanto stava succedendo». Ma solo quando Lola è arrivata negli Stati Uniti i medici hanno scoperto il suo problema agli occhi. «La sua vista è davvero complicata – spiega ancora Beth che oggi ha 43 anni – non mi piace usare il termine ‘legalmente non vedente’, anche se è considerata così, perchè è ingannevole. Lola può vedere, ma è quello che si trova davanti ai suoi occhi che si muove costantemente e lei non può determinare le distanze o mettere a fuoco». Questo disturbo non ha impedito però a Beth di incoraggiare Lola, fin da quando aveva tre anni, a praticare la ginnastica, soprattutto perché nei parchi giochi le è sempre piaciuto dondolarsi alla sbarra e questo è stato un modo per introdurla alla ginnastica. Adesso questo sport è diventato la grande passione della tredicenne nata in Bulgaria, ma cresciuta negli Stati Uniti e Lola ha già detto che quando sarà più grande vuole diventare allenatrice. Ma Lola è anche una ragazzina senza paura e Beth ammette che quando osserva la figlia fare i volteggi alla trave, deve trattenere il respiro. «Tutte le ragazze prendono dei rischi facendo questo sport – sottolinea Beth – ma per Lola diventa tutto più difficile quando deve imparare un nuovo movimento. Certi esercizi quando la testa si avvicina molto alla trave sono rischiosi anche per chi ha una vista perfetta, ma Lola sta attenta e cerca sempre di evitare qualsiasi infortunio, non potrebbe  continuare con i suoi esercizi se dovesse farsi male».

Ma che cos’è esattamente il nistagmo? È un disturbo caratterizzato da un movimento involontario degli occhi, che spesso riduce seriamente la visione. Molte persone con questa condizione sono ipovedenti, alcune risultano non-vedenti, alcune possono guidare, molti incontrano difficoltà durante la vita  quotidiana, sia in campo sociale che pratico, alcuni sono penalizzati nel percorso di studio o in ambito lavorativo. La profondità di campo nella visione è ridotta con il nistagmo con la conseguenza che chi ne soffre può avere problemi di instabilità. La coordinazione è normalmente buona per la maggior parte degli individui che ne sono colpiti, tuttavia chi ha il nistagmo ha poche probabilità di eccellere in sport che necessitino una buona coordinazione mano-occhi. Gli esperti concordano nell’affermare che il nistagmo colpisce una persona su mille. Uno studio nello Oxfordshire (Regno Unito) ha identificato 1 su 670 bambini di età inferiore ai due anni affetti da nistagmo. E il flautista James Galway è probabilmente il personaggio più famoso affetto da questo disturbo in Gran Bretagna.

Quali possono essere le cause? Il nistagmo può rivelarsi ereditario o causato da un problema sensorio. In alcuni casi si presenta senza alcuna causa, ma può anche svilupparsi in una fase avanzata della vita, a volte come risultato di un incidente o come conseguenza di una serie di malattie, specialmente quelle che colpiscono il sistema motorio. Il nistagmo ha effetti diversi a seconda delle persone che ne sono afflitte. Pur essendoci degli schemi generali analoghi, gli effetti variano considerevolmente da persona a persona.

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