L’italietta dopo il berlusconicidio – di Totoi Fadda

Italian Prime Minister Silvio Berlusconi listens to a question during a press conference on November 4, 2011 on the last day of the G20 Summit of Heads of State and Government in Cannes. World economic powers will attempt to kickstart the global economy on November 4 by boosting funds to fight the debt crisis and encouraging consumers to spend their way out of a threatened recession. AFP PHOTO / PASCAL GUYOT

Non ci capisco più nulla. Con me milioni e milioni di cittadini italiani che si aggirano sconcertati, e quasi spaesati nelle loro città metropolitane e nei più sperduti paesini di questa Italia rimasta ancora profondamente, almeno sotto il profilo culturale, contadina. Eravamo convintissimi che della ormai famosissima Italia basata graniticamente sui cinque partiti di governo – ricordate? Il pentapartito (rinfreschiamoci la memoria) formato dall’intesa tra i partiti del vecchio centro-sinistra con l’aggiunta del PLI. Il governo che si sosteneva mediante l’appoggio di cinque partiti politici che erano: la DC, il PSI, il PSDI, il PRI, il PLI – si fosse già celebrato il funerale e fosse stato archiviato definitivamente. La nazione degli inciuciamenti di palazzo e della, seppur ben nascosta, connivenza tra maggioranza e opposizione, ci eravamo illusi che fosse stata definitivamente archiviata.

Mi ero, e si erano con me illusi milioni di cittadini del Popolo dello stivale e delle isole (per le quali sarà necessario aprire un capitolo a parte), che con l’avvento di Silvio Berlusconi sullo scenario politico nazionale il tanto atteso e desiderato bipolarismo fosse finalmente diventato una realtà.

Pensavo, povero tapino, che tra gli antiberlusconiani e berlusconiani si fosse instaurato un buon rapporto di “vicinato politico ideale” basando le loro posizioni, certamente divergenti sulla carta ma convergenti nella cruda realtà, su quella semplice logica bipolare che vedeva a sinistra il progressismo (per modo dire) e a destra il moderatismo (anche qui per modo di dire). Invece anche oggi vi sono ampie dimostrazioni e testimonianze che dentro il palazzaccio del potere, a qualsiasi livello pare, stando alle indagini della magistratura, è sempre vigente ed attivo il caro consociativismo, “l’inciucio condiviso” dalla sinistra sino al grande centro.

E noi? Quelli che si alzano la mattina prestissimo per andare al petrolchimico; quelli che cercano di tirare su la serranda tutti i giorni consapevoli che la gente, il popolo, non potrà mai acquistare i propri prodotti perchè non ci sono soldi e che sarà dura a fine mese preparare le buste paga ai propri dipendenti; quelli che scendono in miniera con la consapevolezza che potrà essere il loro ultimo giorno di lavoro; quelli che escono presto da casa per cercare qualche lavoricchio alla giornata perchè il mutuo bisogna onorarlo e così anche l’IMU; quelli che l’affitto bisogna pagarlo per tempo, senza fallire di un giorno, altrimenti sono dolori; quelli che devono acquistare medicinali per i loro cari; quelli che devono assistere i disabili ai quali è stato ridotto il beneficio economico e sociale; quelli che devono vestire i loro piccoli per mandarli in modo decoroso all’asilo e a scuola; quelli che si alzano tutti i giorni per poter “tirare a campare”. A tutti noi, a tutti questi italiani, il “Popolo Vero”, chi ci penserà?

Ecco perchè credo, e purtroppo prevedo, che un certo andazzo si trascinerà ancora per un po’ finché non ci faranno dimenticare il bipolarismo. Vedo con chiarezza la nascita, in questo disordinato e confuso scenario politico, la rinascita di un grosso partito di centro (PD – UDC – Banchieri – Industriali) che — come la vecchia Democrazia Cristiana — farà e sfascerà Governi con il benestare dello smemorato popolo attraverso le cosiddette libere elezioni. Libere un corno, dico io! Perchè avranno il sapore amarognolo di quelle che erano nel passato: una banalissima azione per rispetto costituzionale che non ha, e non ha mai avuto, alcuna valenza politica.

Questo Grande Partito farà, ne sono certo perchè me lo sono sognato ad occhi aperti vedendo i telegiornali odierni, delle “riforme”; certamente non quelle che tutti noi ci aspettiamo o quelle di cui ha veramente necessità il Paese. Verranno introdotti i matrimoni gay, il fenomeno dell’immigrazione avrà un sostanzioso aumento in termini numerici e verrà incentivato grazie alla cittadinanza breve; avremo frotte, se non vere e proprie folle di islamici e moschee in tutto il nostro territorio nazionale in nome di quel multiculturalismo religioso tanto strombazzato oggi dai vescovi “modernisti”; la Nazione Italiana perderà la sovranità economica ed anche quella politica in favore della burocrazia europea. In tutto questo andazzo, come se non bastasse, verremo invasi dall’economia cinese e l’integrazione europea, tanto amata dai progressisti e dagli industriali affaristi, “ucciderà” la nostra cultura etnica e identitaria.

Non ci capisco più nulla. Aiutatemi voi a comprendere cosa accade e cosa accadrà nei prossimi 20 anni! Ho solo avuto un brutto incubo? E’ tutto un sogno oppure è parte di una realtà che molti non vogliono vedere? Mi sono illuso anche che non è vero che il governo legittimamente eletto dal Popolo, quello di Berlusconi intendo, è finito e al suo posto ci hanno piazzato Mario Monti. Non è vero perchè altrimenti ci sarebbero stati degli arresti per alto tradimento. Siccome non ci sono stati arresti, è una balla che Berlusconi se ne sia andato! E’ un sogno il nostro, cari miei, Mario Monti non esiste! E’ una balla raccontataci dai telegiornali e dalle redazioni dei giornali, solo per farci stare buoni e pagare salatamente per rimettere in sesto il Paese!

Cari amici purtroppo, sogno o non sogno, credo che dobbiamo aspettarci per il prossimo ed imminente futuro il peggio, anzi il peggio del peggio per il nostro Paese. Ci sarà un ritorno a quel passato antidemocratico che tanto male ha fatto all’Italia e alla nostra gente. Un ritorno ad un regime autoritario, in nome e per conto degli italiani, che quelli che si definiscono antiberlusconiani certamente non sognavano ma che con il loro mai spento odio contribuiranno, se non rinsaviranno per tempo, a risuscitare.

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